Euoropa, banche: ricapitalizzazione dietro l’angolo?

Nadia Fusar Poli

07/10/2011

Euoropa, banche: ricapitalizzazione dietro l’angolo?

EUROPA, BANCHE. Recentemente, si fa un gran parlare di colloqui tra i ministri delle finanze europei circa la prospettiva di ricapitalizzazione delle banche europee, molte delle quali sono gravemente esposte a titoli di economie in crisi, gravate dal peso del debito, della zona euro. Si fa largo l’ipotesi che le svalutazioni dei titoli greci potrebbero essere molto superiori alla stima iniziale del 21%, e potrebbe in realtà essere molto più vicino al 50%!

Se a questo si aggiunge il potenziale haircut del 40% per il debito portoghese e irlandese, e del 20% per le obbligazioni italiane e spagnole, il problema del debito sovrano rischia di trasformarsi in una vera e propria crisi bancaria!
Se queste banche sono collossate a causa della sottocapitalizzazione, questo potrebbe portare ad una crisi del credito, una stretta creditizia, in quanto le liquidità si assorbirebbero rapidamente. Questo, a sua volta, potrebbe scatenare il panico e trascinare l’intera economia europea in una spirale verso il basso.
Naturalmente, poichè nessuno lo vuole, alcuni suggeriscono che dovrebbe essere adottato un programma simile a quello americano, conosciuto come TARP.

Il Troubled Asset Relief Program (TARP) fu attuato dal governo degli Stati Uniti durante la crisi finanziaria del 2008 e permise al Tesoro USA di acquistare dannosi assets tossici, purificando in tal modo le attività di banche e altre istituzioni finanziarie. Questo permise loro di stabilizzare i propri bilanci, preservandoli da un fallimento.
Le stime prevedono che saranno necessari oltre 200 miliardi di euro per ricapitalizzare adeguatamente le banche europee e salvarle dall’inferno del default.
Così abbiamo risposto alla domanda «Cosa?» Ma la questione del «Come?» rimane. Come saranno finanziati tutti questi piani?

Molti credono che i finanziamenti saranno destinati ai paesi periferici più deboli, attraverso i governi nazionali e il Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF). D’altra parte, i soldi pubblici saranno probabilmente sufficienti per le nazioni più forti dato che probabilmente non avranno bisogno di attingere all’ EFSF.
Tuttavia, la Germania ha altri piani in mente. Per i tedeschi le banche dovrebbero passare attraverso altre opzioni prima di accedere alle EFSF. La superpotenza d’Europa vuole che siano gli azionisti bancari ad iniettare per primi soldi (e che siano le banche a convincerli a farlo) e se questo non producesse abbastanza finanziamenti, la Germania vuole che si rivolgano ai loro governi nazionali. Solo dopo aver intrapreso queste due opzioni, e solo se netrmabe non andassero a buon fine, dovrebbero ricorrere al fondo di salvataggio EFSF.

Alcuni chiedono venga ripreso il SoFFin, attuato dal governo tedesco e conclusosi lo scorso anno, ovvero il fondo salva banche, che consente alle banche di chiedere nuovi capitali e di rimanere in attività. Il fondo SoFFin fu progettato per concedere garanzie sul debito e acquistare attività per stabilizzare il sistema finanziario.
Non importa quale strada intraprenderanno i funzionari europei. Potrebbe essere sufficiente per sollevare il sentiment del mercato. Il fatto che stiano finalmente adottando misure concrete per salvare il settore bancario dal (tra)collo, potrebbe fornire sollievo e aumentare la fiducia degli investitori, invertire la recente, intensa, avversione al rischio e dare all’euro la necessaria spinta.

Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it

Fonte: babypips.com