L’incertezza elettorale manda l’economia in stato di morte apparente, mentre l’Europa prega per l’Euro. Lo scrutinio delle elezioni in Grecia del 17 giugno sarà il più seguito di sempre.
Se dovesse vincere Syriza si infuocherebbero i timori riguardo al Grexit: nelle scorse elezioni di giugno, infatti, il partito di sinistra ha ottenuto un buon numero di voti minacciando di fare a brandelli gli accordi europei per il salvataggio.
Se al contrario dovesse vincere Nuova Democrazia, che ha approvato e sottoscritto gli accordi per il bailout, la Grecia dovrebbe tornare a negoziare i piani per essere salvata.
La reazione della popolazione
Nel frattempo, la titubanza sugli esiti di queste elezioni ha congelato l’economia. Molte persone hanno smesso di pagare i loro debiti e fanno incetta di denaro liquido in attesa di scoprire cosa accadrà. Altri, pur avendo denaro a sufficienza, hanno smesso di pagare i loro debiti o le rette della mensa alla scuola dei propri figli.
Anche il settore turistico aspetta di vedere cosa accadrà. John Kent, proprietario di un touroperator online e di una catena di resort in Grecia dice che «dalle scorse elezioni è stato un disastro, dopo il voto del 6 maggio il numero di prenotazioni giornaliere è sceso da 300 a 50». È un dato inspiegabile, sostiene Kent:+ dopotutto, se la Grecia uscisse dall’euro la valuta debole sarebbe certamente favorevole al turismo e poi le agitazioni popolari si sono verificate soltanto ad Atene, mentre nelle isole i turisti prendevano il sole e facevano gargarismi di Ouzo.
Intanto, proseguono i prelievi dai conti in banca. In teoria anche il minimo rischio di ridenominazione giustificherebbe un prelievo di massa fino all’ultimo centesimo, così ognuno potrebbe decidere se nascondere i propri averi sotto il materasso o se depositarli all’estero.
Ma in Grecia c’è anche chi preferisce tenere i soldi al sicuro in banca, limitandosi a fare fronte soltanto ai bisogni giornalieri. Perché c’è anche chi ritiene impossibile l’uscita dall’Euro ed il ritorno alla Drachma.
In ogni caso, Euro o Drachma, per la Grecia si prospetta un altro periodo di incertrezza.
Gli ottimisti credono che il nuovo governo, facendo il necessario per rimanere nell’euro, riuscirà a raggiungere un accordo con i creditori.
Tuttavia, qualsiasi rinegoziazione non sarà facile. La Grecia non è l’unica nazione in difficoltà nell’euro zona e, per questo, non rappresenta una vera e propria minaccia alla rottura della moneta unica.
Il sistema finanziario, intanto, giace nel limbo.
Le banche attendono la formazione del nuovo governo che porti a compimento un’oculata ricapitalizzazione. Anche se non ci fosse quest’improvvisa corsa al ritiro del denaro contante, i conti bancari scenderebbero notevolmente, perché la gente ha sempre più problemi a mettere da parte qualche risparmio. Crescono, invece, gli investimenti a bassa rendita, mentre crolla la domanda di prestiti.
L’economia, il turismo, i risparmiatori ed i consumatori, gli esperti ed i curiosi: siamo tutti in attesa di sapere cosa accadrà la Grecia, per provare ad immaginare quale sarà il futuro destino dell’euro.
Traduzione a cura di Federica Agostini per Forexinfo.it - Fonte: The Economist