Elezioni Quirinale 2015: la road map delle votazioni e i candidati più quotati

Simone Casavecchia

15/01/2015

Con le dimissioni di Giorgio Napolitano si aprono ufficialmente i giochi per le elezioni al Quirinale: il volto che dovrebbe stabilire il nuovo Presidente della Repubblica in carica nel 2015.

Elezioni Quirinale 2015: la road map delle votazioni e i candidati più quotati

La giornata di ieri è stata segnata dalle dimissioni di Giorgio Napolitano che ha ufficialmente lasciato la carica di Presidente della Repubblica e la residenza del Quirinale per tornare alla sua casa romana nel Rione Monti.

Gli eventi istituzionali
A questo avvenimento, largamente anticipato anche dallo stesso Capo dello Stato, ha fatto seguito :

  • La comunicazione ufficiale del segretario generale del Quirinale, Donato Marra, ai presidenti di Camera e Senato e al premier Renzi;
  • La convocazione del Parlamento in seduta comune, integrato da 58 rappresentanti regionali, indetta dalla presidente della Camera Laura Boldrini, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, per il 29 Gennaio alle ore 15.00;
  • Il trasferimento di Pietro Grasso negli uffici di Palazzo Giustiniani, dove svolgerà le funzioni di Presidente della Repubblica supplente, fino all’elezione del nuovo Presidente della Repubblica;
  • Una breve riunione del Consiglio dei Ministri, dove il premier Renzi ha informato i ministro del Governo, riguardo alle dimissioni di Napolitano;

La posta in gioco
Il Premier Renzi ha scommesso nei giorni scorsi sull’elezione del nuovo presidente della repubblica al quarto scrutinio, ovvero al primo scrutinio che richiede la maggioranza assoluta di 505 elettori su 1009, dal momento che le prime tre votazioni richiedono una maggioranza qualificata di 673 voti favorevoli.
Al di là dei facili entusiasmi, le elezioni per il Quirinale si configurano come uno banchi di prova più duri per la tenuta del Governo, soprattutto alla luce delle scorse elezioni che avevano configurato uno stato di provonda empasse delle forze politiche, prima di portare alla seconda elezione di Napolitano. Della difficoltà di questa prova ne è pienamente consapevole anche lo stesso presidente del Consiglio che, in un’occasione pubblica, ha dichiarato

«Stavolta non possiamo fallire»

dal momento che le forze politiche

«l’altra volta non hanno brillato»

I grandi esclusi
Tra i nomi eccellenti circolati nei giorni scorsi vanno ricordati innanzi tutto alcuni grandi esclusi dalla corsa per il Quirinale:

  • Giorgio Napolitano: da domani ricoprirà funzioni di Senatore a vita, come esplicitamente previsto dalla Costituzione per gli ex presidenti della Repubblica e che, comunque, potrebbe ancora giocare un ruolo di primo piano come consigliere e suggeritore del suo successore;
  • Stefano Rodotà: candidato eccellente delle scorse elezioni ha riscosso ancora grande apprezzamento nelle «quirinarie» del Fatto Quotidiano ma ha dichiarato recentemente di non volerne sapere più nulla;
  • Mario Draghi: oltre a sedere su una poltrona ben più importante di quella del Colle si è recentemente chiamato fuori dalla corsa per il presidente della Repubblica;
  • Emma Bonino: altro nome eccellente che continua a riscuotere l’apprezzamento di molti italiani e che si è espressamente chiamata fuori dalla corsa per le elezioni al Quirinale, affermando di essere malata di cancro.

I candidati più quotati

  • Romano Prodi: l’invio a Mosca in qualità di ambasciatore non solo dell’Italia ma anche dell’Europa ha sancito un suo riavvicinamento al Governo. Rimane l’ombra di un delle precedenti votazioni per il Quirinale che lo resero la vittima più eccellente dei franchi tiratori dello stesso Pd ed è comunque un nome sgradito a Berlusconi;
  • Giuliano Amato: riscuoterebbe l’apprezzamento anche di Forza Italia, i cui voti sono comunque necessari al Pd (che può vantare solo 450 grandi elettori) anche se, nello stesso Pd troverebbe degli oppositori;
  • Walter Veltroni: già sindaco di Roma, pur avendo la possibilità di ricevere ampi consensi sia da Pd che da Fi, la sua candidatura potrebbe essere messa in ombra dalla vicenda di mafia capitale, in cui erano implicati alcuni suoi stretti collaboratori di allora;
  • Anna Finocchiaro: oltre ad essersi recentemente riavvicinata a Renzi e ad essere apprezzata anche da Forza Italia, essendo una donna risponderebbe ai «requisiti curriculari» esplicitati da Napolitano nel suo discorso di fine anno;
  • Pier Ferdinando Casini: politico di lungo corso che potrebbe mettere d’accordo sia Pd che Fi, non riscuoterebbe, però, l’apprezzamento di Renzi, dal momento che non è certo un nome nuovo nella politica italiana.

Tra gli altri nomi quotati occorre anche ricordare: Sabino Cassese, Pier Luigi Castagnetti, Piero Fassino, Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan, Piero Grasso, Ignazio Visco, Raffaele Cantone, Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini.