Nel panorama finanziario del 2023, la scelta degli ETF è diventata una questione sempre più delicata per gli investitori, in particolare per quanto riguarda i costi e le spese associate. La tendenza emergente mostra una marcata preferenza per gli ETF a basso costo, con un’enfasi crescente sull’efficienza in termini di spese.
Recenti analisi di ETFBook hanno rivelato che la maggior parte degli investimenti in ETF, sia nel segmento azionario che in quello a reddito fisso, si sta concentrando su prodotti con un Total Expense Ratio (TER) contenuto.
In particolare, gli ETF azionari con un TER inferiore allo 0,30% hanno attirato la quasi totalità degli investimenti in questa categoria negli ultimi dodici mesi. Analogamente, gli ETF a reddito fisso con costi inferiori hanno registrato un’affluenza di capitali importanti.
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L’attenzione si sposta ora sui prodotti che offrono un equilibrio ottimale tra costi e performance storiche, con una particolare enfasi sulle fasce medio-basse. Questa tendenza è supportata da una diminuzione generale delle spese medie per gli ETF azionari e a reddito fisso negli ultimi anni, un segnale chiaro dell’importanza crescente che gli investitori attribuiscono all’efficienza dei costi.
In questo contesto, le recenti mosse di alcuni grandi player del settore, come il taglio delle commissioni operato da State Street Global Advisors, hanno catalizzato ulteriormente l’attenzione sul tema delle spese. Queste iniziative hanno avuto un impatto significativo sugli afflussi di capitali, dimostrando come la sensibilità ai costi sia diventata un fattore chiave nella scelta degli ETF. Con una lente di ingrandimento sulle spese di gestione, in questo articolo esploreremo i prodotti da evitare perché troppo onerosi.
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Analizziamo tre ETF diversi, focalizzandoci in particolare sull’Indicatore Sintetico di Spesa (TER) e su altri aspetti chiave che definiscono ciascun fondo. Esaminiamo tre fondi che si distinguono per i loro costi relativamente elevati, un aspetto cruciale per gli investitori attenti alle spese. Questi ETF, pur offrendo opportunità di investimento uniche, presentano Indici Sintetici di Spesa (TER) superiori alla media, un fattore da ponderare attentamente.
1. Xtrackers S&P Select Frontier Swap
Questo fondo, con un patrimonio di 82 milioni di euro, si distingue per un TER dell’0,95% annuo, uno dei più alti nel panorama degli ETF azionari del 2023. La sua strategia di replica sintetica, attraverso un Unfunded swap, offre un approccio innovativo alla copertura dell’indice, ma ad un costo elevato. Lanciato nel 2008, ha una storia di mercato significativa, ma la sua volatilità annuale elevata e l’assenza di copertura valutaria richiedono un’attenta valutazione del rischio da parte degli investitori. La politica di accumulazione del fondo mira a reinvestire i redditi, contribuendo alla crescita del capitale nel tempo.
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2. L&G E Fund MSCI China A UCITS ETF
Gestito da Legal & General (LGIM), questo ETF ha una dimensione di 13 milioni di euro e un TER dell’0,88% annuo. Offre un’esposizione mirata al mercato cinese attraverso una strategia di replica fisica. Sebbene lanciato più recentemente, nel 2014, la sua volatilità annuale, le dimensioni ridotte e l’assenza di copertura valutaria lo rendono un’opzione probabilmente difficile da valutare per gli investitori, anche se cercano un’esposizione specifica al mercato cinese. La politica di accumulazione del fondo è un aspetto che favorisce la crescita del capitale.
3. HANetf EMQQ Emerging Markets Internet & Ecommerce
Con un patrimonio di 167 milioni di euro e un TER dell’0,86% annuo, questo ETF si posiziona come un’opzione costosa ma potenzialmente interessante per accedere ai mercati emergenti dell’internet e dell’e-commerce. La sua strategia di replica fisica assicura una copertura accurata dell’indice di riferimento. Lanciato nel 2018, mostra la volatilità più alta tra i tre, indicando un potenziale di rischio maggiore. Come gli altri, non offre copertura valutaria e segue una politica di accumulazione, aspetti che gli investitori devono valutare in relazione ai costi più elevati.
Riflessioni da non sottovalutare
Questi fondi, nonostante i loro costi superiori, possono offrire comunque opportunità interessanti e strategie di investimento differenziate. Tuttavia, l’importanza di una valutazione attenta e informata non può essere sottolineata abbastanza. Gli investitori devono considerare attentamente il rapporto tra il costo di un ETF e il potenziale rendimento o diversificazione che può aggiungere al loro portafoglio. La scelta di un ETF non dovrebbe basarsi esclusivamente sul suo TER, ma su una valutazione complessiva che consideri obiettivi di investimento, tolleranza al rischio e orizzonte temporale. In un mercato in continua evoluzione, l’informazione e la prudenza rimangono gli alleati più preziosi per navigare con successo nel mondo degli investimenti.
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