Mentre l’oro continua a macinare record raggiungendo anche i 1.230$/oz., facendo intendere che gli investitori non si sentono ancora tranquilli sulle vicende relative alla crisi del debito pubblico, sul mercato valutario la situazione è in stand-by con i principali tassi di cambio ritornati in una condizione di volatilità più accettabile rispetto alle ultime sedute. L’Euro/Dollaro continua ad essere debole e per ora tende ad appoggiarsi sul supporto di area 1,26. Stamattina, tra l’altro, c’è la stima flash del Pil del primo trimestre dell’anno (consensus: +0,1% t/t, +0,4% a/a), oltre al Pil dei singoli Paesi dell’Uem come Italia, Germania e Francia. Il mercato, dopo la manovra varata dall’Ecofin, sta cominciando a fare le sue prime valutazioni cercando di dare un valore ai principali cross rate. Non escludo, dunque, una nuova gamba ribassista sull’Euro/Dollaro se si dovesse scendere dapprima sotto 1,26e poi sotto i minimi di area 1,2530. A quel punto i target potrebbero essere 1,23 prima e 1,20 poi. Più volatile potrebbe essere l’Euro/Yen (che ha coperto il gap) che potrebbe tornare a scendere nel breve almeno fino al supporto di 114,60. Per il resto, darei sempre un’occhiata al cambio Sterlina/Dollaro sul quale sono ancora ribassista. Oggi c’è da segnalare anche l’importante dat dell’Inflation Report trimestrale alle ore 11.30 che potrebbe sicuramente muovere questo cambio. Ho la sensazione che si possa tornare a testare i minimi di area 1,4480-75.
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