In vista delle elezioni cruciali di questo fine settimana in Francia e Grecia, Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha messo in guardia ieri i governi dal prendere la «strada più facile» di aumentare le tasse per riempire le casse pubbliche, dicendo che questo non risolverà i problemi economici dell’Europa.
Ha parlato dall’attuale ground zero della crisi del debito europeo, la Spagna, dove il consiglio direttivo della banca centrale ha tenuto uno dei suoi due meeting annuali fuori dal quartier generale di Francoforte.
I funzionari delle banche centrali si sono riuniti sotto una pesante protezione della polizia, volta a proteggerli da eventuali proteste di piazza.
Non ci sono state, però, grandi manifestazioni. Ma l’atmosfera da bunker potrebbe avere in qualche modo simboleggiato la distanza tra la banca centrale e lo stato d’animo di gran parte dei cittadini europei.
«Elicotteri e cecchini sui tetti: è questo il modo in cui la BCE ha voluto incontrare gli spagnoli?»: questo è quanto si è chiesto Edward Hugh, un economista di Barcellona.
Nessun taglio ai tassi d’interesse
La Banca Centrale ha lasciato il suo tasso di interesse di riferimento invariato all’1%, scegliendo di non reagire immediatamente ai segni che mostrano un continuo peggioramento dell’economia europea. Gli analisti avevano infatti previsto che non sarebbe intervenuta alcuna azione sui tassi.
Ma alla luce dei crescenti dati economici negativi, tra cui la disoccupazione nella zona euro che è salita di nuovo nel mese di marzo al 10,9%, gli analisti si aspettavano che la banca centrale avrebbe comunque preso in considerazione di ridurre i tassi di interesse entro la fine dell’anno. Draghi ha però dichiarato ieri che il Consiglio direttivo della banca centrale ha discusso in generale sulla politica monetaria, ma non ha messo in conto un taglio ai tassi.
L’economia della zona euro «continua ad essere soggetta a rischi al ribasso», ha detto Draghi in una conferenza stampa, ma la banca si aspetta ancora di «recuperare gradualmente nel corso dell’anno».
Economia reale e austerità
Alla domanda se abbia inteso o meno la frustrazione della gente comune che soffre per la crisi, Draghi ha risposto in maniera affermativa. Tutto ciò che la banca centrale può fare è seguire quella che pensa che sia la politica migliore, ha dichiarato. «Cercheremo di fare il nostro lavoro al meglio».
Draghi ha detto che è comprensibile che i governi alle prese con deficit e debiti di bilancio possano essere tentati di aumentare le tasse «sotto l’estrema urgenza», ma ha sottolineato che «passata l’urgenza, questo atteggiamento deve essere corretto», soprattutto in un contesto europeo con «un alto livello di tassazione».
Il governatore non ha discusso la politica di un qualsiasi paese europeo specifico, ma i suoi commenti sono comunque arrivati a ridosso del secondo turno delle elezioni presidenziali francesi. Domenica gli elettori potrebbero infatti portare al potere François Hollande, il candidato socialista, che ha promesso di aumentare le tasse per i ricchi. Hollande è finito leggermente più avanti del presidente Nicolas Sarkozy al primo turno e da allora è rimasto avanti anche nei sondaggi.
Ma in questo momento, la Spagna è una preoccupazione ancora più grande per il resto della zona euro. La disoccupazione, a oltre il 24%, è la più alta nella zona euro, mentre il montare dei crediti inesigibili sta ponendo domande circa la solvibilità del settore bancario spagnolo.
All’apertura della conferenza stampa di Draghi in un centro congressi alla periferia di Barcellona, Miguel Ángel Fernández Ordóñez, il governatore della Banca di Spagna, ha detto che si trattava di «un incontro per consentire alla banca di avvicinarsi ai suoi cittadini».
Eppure la Spagna evita di dare ai cittadini molte opportunità di comunicare le loro osservazioni ai banchieri centrali.
Il governo ha infatti sospeso temporaneamente l’accordo di Schengen, il trattato europeo che consente il libero viaggio transfrontaliero, a causa delle preoccupazioni che contestatori violenti potessero viaggiare verso Barcellona. Circa 8.000 agenti di polizia sono stati dispiegati intorno alla città, con gli elicotteri in volo stazionario al di sopra dell’edificio, superando in numero gli studenti riuniti nel centro di Barcellona per protestare contro i tagli alla spesa, in particolare nel campo dell’istruzione.
Draghi ha detto che «molti governi devono essere più ambiziosi» per affrontare gli squilibri fiscali, finanziari e strutturali. Ma ha poi tessuto le lodi dei governi di Spagna e Italia - l’altra economia europa nel mirino degli investitori.
«Il progresso fiscale, non solo in riferimento a Spagna e Italia, è generalmente sostanziale e non sufficientemente riconosciuto», ha detto Draghi.
Oltre a portare verso il basso le aspettative di un taglio ai tassi d’interesse, Draghi ha anche smorzato le speranze che la banca centrale proceda a un’ulteriore gettito di liquidità agevoltata per il sistema bancario,
È troppo presto per giudicare l’effetto dei prestiti più recenti, che le banche hanno ricevuto il primo di marzo, ha dichiarato Draghi. «Avremo bisogno di più tempo», ha aggiunto.
Necessario un accordo sulla crescita
Il governatore della BCE ha anche rilanciato il suo appello per un accordo europeo sulla crescita: «Dobbiamo mettere la crescita di nuovo al centro del programma, senza alcuna contraddizione con la necessità di perseverare, di continuare nel risanamento dei conti pubblici».
La crescita deve venire dall’incoraggiare le imprese, dall’eliminazione degli ostacoli alla concorrenza all’interno dell’Unione Europea e dalla creazione di mercati del lavoro più flessibili, ha sostenuto.
Parlando in un paese dove la metà dei suoi giovani sono ora disoccupati, Draghi ha attaccato le regole del mercato del lavoro, che, secondo il governatore, costituirebbero la prima causa della disoccupazione. «Questo ha delle conseguenze sociali a lungo termine ed è una questione che deve necessariamente essere affrontata», ha dichiarato Draghi.
Tradotto da Raffaele Guerra per Forexinfo.it - Fonte: The New York Times.
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