Doppia sfida Italia-Germania: oggi si decide il futuro dell’Europa

Daniele Sforza

28/06/2012

Doppia sfida Italia-Germania: oggi si decide il futuro dell’Europa

Italia-Germania: c’è rispetto da ambo le parti, forse anche qualche timore nei nostri confronti. E se a Varsavia si decide il futuro di Euro 2012, a Bruxelles si gioca una partita ancora più importante: sul piatto c’è il destino dell’Europa.

Tobin tax solo con scudo anti-spread

La sfida di Mario Monti è stata lanciata: sì alla tobin tax, ma solo se sarà approvato uno scudo anti-spread. Sì a una maggiore cooperazione più consolidata sulla tassazione delle transazioni finanziarie, dunque, a pqtto che vi sia una maggiore cooperazione anche su una «politica finanziaria di gestione del mercato dei titoli sovrani».
Questa è la sfida di Monti, lanciata subito dopo l’atterraggio a Bruxelles, in una vigilia il cui il grado di tensione non si respira neppure a Varsavia, dove Italia e Germania si affronteranno calcisticamente per guadagnarsi la finale di Kiev il 1 luglio. «Buttiamoli fuori dall’Euro», recita oggi la prima pagina di qualche giornale, ulteriore segnale che ormai la politica è entrata letteralmente nel pallone.
Le parole del premier Monti appaiono alquanto inequivocabili: «Meno di un anno fa Silvio Berlusconi decise di dare una prova di buona volontà impegnandosi per il pareggio di bilancio nel 2013 e noi abbiamo deciso di mantenere l’impegno: l’anno prossimo avremo un surplus strutturale». Quello che stupisce, invece, prosegue Monti, è che un «Paese virtuoso chieda di migliorare un meccanismo di governance per non dover pagare sul mercato uno spread che è 470 punti sopra i Bund tedeschi, senza violare i principi di indipendenza della Bce».

Il catenaccio di Angela Merkel

La partita che si gioca oggi e domani a Bruxelles, tuttavia, risulta fondamentale per il futuro dell’euro. Sullo scacchiere economico, tuttavia, si registra il catenaccio tedesco, soprattutto per quanto riguarda gli eurobond: «No fino alla morte», battuta da tragedia teatrale, ma che si avvicina molto alla realtà (non della Merkel, la morte, ma dell’euro potrebbe darsi), e ribadita ieri al Bundestag: «Considero gli eurobond sbagliati e controproducenti sul piano economico. Contesto l’idea della mutualizzazione del debito». «Temo che al Consiglio europeo», ha proseguito la cancelliera «si parlerà troppo di tutte le idee possibili per la mutualizzazione del debito e troppo poco di come migliorare i controlli e le riforme strutturali». Viene da chiedersi cosa uscirà fuori da questo vertice che qualcuno ha già previsto essere un fiasco.
Certamente si parlerà di crescita e di misure da adottare in tempi brevi, come è nel desiderio della troika, e sintetizzabile in un termine molto inflazionato in questa vigilia pre-vertice: «La sfida», afferma il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy «è di segnalare in modo chiaro e concreto che stia,o facendo tutto quello che viene richiesto in risposta alla crisi».
A patto di non trovare soluzioni facili, come teme la Merkel, la quale tuttavia sentirà sulla sua pelle un isolamento sempre più pressante.
I tempi delle strizzatine d’occhio con Sarkozy sono lontanissimi.