Il dollaro americano sta iniziando a prendere un po’ di fiato, dopo il rally delle ultime sedute nei confronti delle principali valute mondiali. Intanto, sono stati pubblicati i primi dati macroeconomici negli USA. L’indice Empire State Manufacturing, che monitora l’andamento del settore manifatturiero nell’area di New York, è salito a 20.2 punti a marzo, che rappresenta il quarto incremento mensile consecutivo. Gli analisti si aspettavano una crescita inferiore a 17.7 punti.
Le nuove richieste di sussidi per la disoccupazione, invece, sono state 14mila in meno rispetto alla settimana precedente attestandosi a 351mila (gli analisti si aspettavano più richieste a 355mila). Il totale degli americani assistiti dai sussidi è sceso di 81mila unità a 3,34 milioni.
Il tasso di cambio euro/dollaro resta poco sopra 1.3050, mentre dollaro/yen è in netto calo dai top intraday di 84.17: i prezzi quotano in area 83.30 e sono diretti verso il supporto di area 83.10 – 83. Il dollaro USA è debole anche contro le commodity currencies, decisamente prese di mira negli ultimi giorni a seguito delle notizie poco confortanti provenienti dalla Cina (deficit commerciale ai massimi dal 1989 e crollo del’export).
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