Dollaro USA: i 3 motivi principali dietro la forza del biglietto verde

Nadia Fusar Poli

27/06/2011

Dollaro USA: i 3 motivi principali dietro la forza del biglietto verde

1. Fine del programma QE2 della Fed

Ricordiamo che la Fed aveva scosso l’etere lo scorso novembre quando aveva detto che stava per lanciare una «seconda parte» del suo programma di allentamento quantitativo (Quantitative Easing), ovvero il progetto di comprare titoli di Stato al fine di iniettare più denaro nell’economia.
Il programma sta per scadere, alla fine di questo mese, e con la Federal Reserve che annuncia che non c’è alcuna intenzione (per ora) di rendere il programma una trilogia, alcuni investitori stanno lentamente liberando il respiro.
La Fed ha anche detto che sarà pronta a reinvestire i proventi derivanti dai pagamenti in conto capitale dei titoli di stato comprati, ma la mancanza di piani per un QE3 sta ancora guidando i mercati a credere che la Fed potrebbe presto prevedere un’uscita dal suo orientamento, in termine di politica monetaria, molto accomodante.

2. La paura nei mercati

Un ulteriore motivo, più popolare, per comprare il dollaro è il buon vecchio sistema di avversione al rischio.
La scorsa settimana, da solo, il Volatility Index (VIX), conosciuto anche come l’ «indicatore della paura», è salito fino al 15%, sulle notizie circa i problemi di debito in Grecia e le fluttuazioni del prezzo del petrolio.
Cosa dedurne? I mercati sono ancora incerti circa l’economia globale. E noi tutti sappiamo che in tempi di incertezza, gli investitori si riversano in beni a basso rendimento come il dollaro.

3. Il denaro non ha altro posto dove andare

Al di fuori delle grandi economie, gli investitori, dove possono voler mettere realmente i loro soldi?Investire nella zona euro?
Anche se il parlamento greco è stato in grado di raccogliere un voto di fiducia, il fatto è che i mercati sono ancora molto nervosi e preoccupati per un potenziale default del debito.
Il costo per assicurare il debito sovrano europeo contro il default oggi è più alto con il voto della Grecia sulle sue misure di austerità che verrà messo a fuoco mercoledì. Inoltre, una relazione fatta dalla Banca dei regolamenti internazionali (BRI) ha mostrato che gli istituti di credito europei hanno ridotto le loro partecipazioni in Grecia di un considerevole 30%, pari a 136 miliardi di dollari, nel 2010. Quello che in fondo hanno fatto è stato sottoscrivere il valore delle loro partecipazioni nel debito e non rinnovare i prestiti.
Pensare al Giappone? Considerando quanto sia stata aggressiva la Banca del Giappone (BOJ) con i programmi di attuazione che iniettano denaro nell’economia, nella speranza di un rilancio della crescita, non sembra che il Giappone sia una scelta eun’alternativa possibile.
Appena due settimane fa, la BOJ aveva annunciato un enorme programma di prestito (pari a 6 miliardi di dollari) per fornire assistenza alle economie colpite e danneggiate dagli effetti del sisma. Il rapporto sul PIL più recente ha mostrato che il Giappone è precipitato di nuovo in una fase di recessione dopo che la sua economia si è ridotta per la seconda volta nell’ultimo trimestre.

Quali sono le prospettive? Per ora, sembra che il tema principale del mercato sia la forza del dollaro. Se questa continuerà o no è ancora difficile dirlo. Quello che è importante, da tenere sotto controllo, è, e resta la situazione in Grecia. Se il piano di salvataggio proseguirà senza intoppi, il sentiment del mercato potrebbe ruotare di 180 gradi, dimostrarsi al ribasso sul dollaro e rialzista su tutto il resto!