Disoccupati invadono la Svizzera. Ecco perché non conviene rientrare in UE

Erika Di Dio

13 Febbraio 2013 - 15:16

Disoccupati invadono la Svizzera. Ecco perché non conviene rientrare in UE

Secondo l’inchiesta del Tages Anzeiger, uno tra i più diffusi quotidiani elvetici, sarebbero sempre di più i disoccupati, provenienti dai Paesi dell’Europa mediterranea, che si recano in Svizzera alla ricerca di un lavoro e se dopo un anno rimangono disoccupati non tornano in Italia, ma rimangono lì perché la rete sociale elvetica garantisce un reddito molto elevato.

Si tratta soprattutto di spagnoli, portoghesi e italiani, che, in base all’accordo sulla libera circolazione delle persone stipulato da Berna con l’Unione Europea, approfittano soprattutto dell’efficiente rete di protezione sociale della Confederazione.

I vantaggi della Svizzera

Secondo l’accordo con l’UE, un cittadino europeo che si reca in Svizzera ha diritto a 5 anni di permesso di soggiorno, dopo aver presentato un regolare contratto di lavoro della durata di almeno un anno; solitamente si tratta di personale poco qualificato che trova impieghi precari e poi finisce nella disoccupazione prima e nell’assistenza dopo.

Il quotidiano elvetico ha fatto pertanto due calcoli e ha scoperto che una famiglia di quattro persone che finisce in assistenza, può arrivare ad incassare un assegno fino a 4000 franchi, ossia circa 3200 euro.

Felix Wolfers, responsabile dei servizi sociali della città di Berna, città che ha registrato un aumento del 6,2% dei cittadini in assistenza, ha detto che sembra che ci sia una vera e propria organizzazione dietro tutto ciò, che fornisce dei contratti di lavoro fittizi che poi portano a far maturare il diritto alle prestazioni sociali. Wolfers ha infatti affermato, «Anche se per pochi casi, ma il sospetto ce l’ho».

Clausola di salvaguardia?

Walter Schmid, presidente della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale, attribuisce tutto ciò all’accordo sulla libera circolazione delle persone, che fa sì che i «cittadini comunitari hanno gli stessi diritti a beneficiare delle prestazioni sociali di quelli svizzeri».

Per arginare questo problema ora, il Governo potrebbe ricorrere alla clausola di salvaguardia, anche se «avrebbe un effetto di breve durata, visto che potrebbe rimanere in vigore solo per un anno», spiega il ministro degli Esteri, Didier Burkhalter.