DEXIA - Lo scandalo Dexia continua ad avere ripercussioni. Dal suo downgrade deciso dalla agenzie di rating nel maggio 2011, la banca franco-belga continua ad essere nell’occhio del ciclone. Per evitarne il fallimento, Francia, Belgio e Lussemburgo hanno concordato nel mese di ottobre garanzie pubbliche per prestiti fino a 90 miliardi di euro, nei prossimi 10 anni destinati alla banca.
Oggi la situazione del mercato obbligazionario belga potrebbe costringere la Francia a sostenere una quota aggiuntiva del piano di salvataggio della banca, maggiore dunque di quanto previsto. Per ora, il Belgio si accolla la fetta più grande dell’onere (60,5% contro 36,5% per la Francia), della garanzia pubblica di 90 miliardi di euro nei confronti della holding. Tale garanzia dovrebbe consentire a Dexia di raccogliere 54 miliardi di euro sul mercato obbligazionario belga negli anni a venire. In tal modo, tuttavia, Dexia entra in diretta concorrenza con lo Stato, il quale deve anche trovare sul mercato il denaro per finanziare il debito sovrano e coprire il deficit di bilancio. Tenuto conto della situazione sul mercato obbligazionario belga, gli esperti stimano che Dexia potrà “solo” ricevere tra i 20 e i 25 miliardi di euro nei prossimi anni.
Secondo la stampa locale, il Belgio, che vorrebbe alleggerire il proprio fardello, ha già informato la Francia e la Commissione europea del fatto che bisognerà rivedere i negoziati per il salvataggio di Dexia Holding, ed avere, come risultato possibile, un nuovo accordo in cui la Francia si sobbarcherebbe una quota maggiore del piano di finanziamento, aumentando di fatto la propria esposizione. Ma questo potrebbe compromettere la già precaria situazione della Francia, che teme soprattutto per il suo rating tripla A.
Nel frattempo l’assenza di un accordo definitivo lascia la banca franco-belga in gravi difficoltà: Dexia ha bisogno urgente di liquidità, per un ammontare compreso tra i 30 e i 40 miliardi di euro, secondo quanto afferma il quotidiano belga De Tijd. Il ministro francese dell’Economia Baroin aveva già negato l’ipotesi di rinegoziare i termini del salvataggio di Dexia, sollevata dalla stampa belga.
Intanto la crisi del debito della zona euro si è ulteriormente aggravata. In tale contesto, ad esempio, i rendimenti dei titoli di Stato belgi sono balzati a quasi il 5%. A causa del maggior costo del debito, il Belgio cercherà, secondo i media locali, di tornare al patto iniziale, concluso nel mese di ottobre. Soprattutto alla luce del fatto che ha già dovuto nazionalizzare Dexia Bank Belgium. «La riapertura dei negoziati equivarrebbe ad aprire il vaso di Pandora. Sarebbe interminabile e molto pericoloso per la stabilità di Dexia», ha commentato un banchiere vicino alle trattative sul salvataggio della banca franco-belga. E’ tempo di trovare una soluzione duratura per Dexia. Dall’inizio dell’anno, la sua azione ha perso quasi il 90% del suo valore e la sua capitalizzazione di mercato è crollata a 500 milioni di euro.