Approvato il 9 aprile il documento per l’economia e la finanza pubblica, vediamo che cos’è e qual è la sua funzione
Il Def è il documento con cui si programma per l’Italia l’economia e la finanza pubblica; il governo lo presenta ogni anno al Parlamento per ottenerne l’approvazione anche se lo stesso risulta suscettibile di ulteriori modifiche. Più nello specifico, nel def approvato due giorni fa vengono elencate e dettagliate quelle misure economiche presentate da Renzi circa un mese fa.
E’ un documento che ha cambiato denominazione svariate volte a partire dal 1988, data della sua introduzione quando si parlava di DPEF (Documento di programmazione economico-finanziario; siamo poi passati alla decisione di finanza pubblica tra il 2009 e il 2011 e dal 2011 è diventato Def.
Anche i tempi della sua approvazione sono cambiati. La scadenza è infatti per la prima metà dell’anno al fine di presentarlo entro la fine di aprile in Europa.
La programmazione effettuata è triennale e serve a definire gli obiettivi della finanza pubblica, contiene previsioni e descrive gli interventi necessari per dare attuazione agli obiettivi prefissati. Trattasi dell’ esposizione della strategia messa a punto dal governo, di tipo economico e finanziaria, a breve termine.
Di seguito si elencano le problematiche esposte del Def approvato pochi giorni fa:
- Taglio del cuneo fiscale
- Aumento delle tasse sulle banche
- Aumento delle tasse sulle rendite finanziari
- Taglio dell’Irap del 10 per cento
- Taglio dello stipendio dei dirigenti pubblici
- Nuove privatizzazioni
- Debiti della pubblica amministrazione
- Scuole e piccole e medie imprese
- Piano casa
- Taglio agli enti inutili
- Taglio alla difesa
Poiché trattasi di un testo programmatico, non ha forza di legge, ed è per questo che spesso le misure in esso previste subiscono dei correttivi. E’ una formulazione di stime, con previsioni relative alle principali grandezze del quadro macroeconomico del paese, che come tali possono essere disattese.
Tuttavia il Def 2014 sembra essere ben impostato in quanto pare abbia superato l’esame dell’Ue e del Fmi. Nessuna manovra correttiva in arrivo in quanto le stime in esso contenute appaiono ben strutturate; evidenziano gli obiettivi di Matteo Renzi, cioè portare a termine le riforme politiche ed economiche, snellire la pubblica amministrazione e ritrovare un equilibrio sociale. Raggiungere il pareggio per ridurre il debito e poter essere in linea con le regole resta l’obiettivo primario.
In conclusione, il Def, costituisce un punto di partenza per esporre cosa si vuole fare e in che maniera si intende procedere.