Decreto Sostegni bis, nuovi contributi a fondo perduto per le partite IVA con calcolo a conguaglio: ad avanzare la proposta è il Consigliere del CNDCEC Gilberto Gelosa, nel corso dell’audizione dell’8 aprile 2021. Un nuovo metodo che garantirebbe equità tra i contribuenti e consentirebbe di superare le criticità dei vecchi ristori.
Segui Money.it su Google Aggiungici alle fonti preferite per vedere più spesso le nostre notizie nei risultati di ricerca.
Decreto Sostegni bis, contributi a fondo perduto per le partite IVA con calcolo a conguaglio.
Ad avanzare la proposta di una nuova metodologia di calcolo dei nuovi aiuti alle imprese in difficoltà è il Consigliere del CNDCEC Gilberto Gelosa, nel corso dell’audizione dell’8 aprile 2021 presso la Commissione Finanze del Senato sulla conversione del decreto Sostegni.
I 32 miliardi di euro stanziati dall’ultimo scostamento di bilancio del Governo Conte non sono bastati a ristorare le imprese in difficoltà, e i contributi a fondo perduto previsti dal decreto Sostegni n. 41/2021 garantiscono alle partite IVA beneficiarie soltanto una piccola parte della perdita subita a causa della crisi da Covid-19.
Il Governo Draghi si appresta ad approvare un nuovo scostamento di bilancio, il cui valore potrebbe superare i 30 miliardi. Parte delle risorse necessarie per quello che viene definito il decreto Sostegni bis saranno destinate ai nuovi contributi a fondo perduto, riconosciuti anche in relazione alle chiusure del 2021.
I commercialisti propongono una nuova metodologia di calcolo, una sorta di conguaglio che tenga conto degli importi già ricevuti. L’obiettivo è garantire equità nella concessione di aiuti alle partite IVA.
Decreto Sostegni bis, fondo perduto partite IVA con nuovo metodo di calcolo: la proposta del CNDCEC
Il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili esprime apprezzamento per l’impegno del Governo volto a superare le criticità dei precedenti contributi a fondo perduto, ma in parallelo evidenzia come gli importi riconosciuti ai titolari di partita IVA siano tutt’altro che sufficienti.
Gli 11 miliardi stanziati dal decreto Sostegni per i contributi a fondo perduto non riusciranno a “ristorare pienamente gli operatori economici” delle perdite subite a causa della pandemia. Questo è quanto evidenziato dal Consigliere del CNDCEC, Gilberto Gelosa.
Se da un lato il Governo Draghi si è impegnato a superare le limitazioni dei precedenti contributi a fondo perduto, vedasi l’esclusione dei professionisti ordinistici, per ristabilire equità nell’erogazione degli aiuti alle imprese serve un cambio di passo.
I commercialisti propongono quindi di introdurre, con l’annunciato decreto Sostegni bis, una nuova metodologia di calcolo del fondo perduto, che consideri le somme già ricevute e che garantisca a ciascun operatore un importo a titolo definitivo.
La proposta del Consigliere Cunsolo è quindi di effettuare una “sorta di conguaglio del contributo a fondo perduto spettante”.
L’importo riconosciuto a titolo definitivo verrebbe determinato in base al criterio del calo del fatturato medio mensile, considerando il periodo marzo-dicembre 2020 e lo stesso arco temporale del 2019.
Secondo i commercialisti, il calcolo a conguaglio del fondo perduto consentirebbe di:
“superare l’erraticità dei criteri adottati con i provvedimenti emergenziali dello scorso anno, realizzando una maggiore equità nell’erogazione dei contributi.”
Decreto Sostegni, contributi a fondo perduto: fuori dal calcolo del fatturato medio mensile le cessioni di beni ammortizzabili
Per definire le misure del decreto Sostegni bis è innanzitutto atteso il voto sul nuovo scostamento di bilancio.
Secondo quanto affermato dal Ministro dell’Economia Daniele Franco, al termine della riunione dei ministri delle Finanze e Governatori del G20, nelle prossime settimane il Governo completerà il DEF e in parallelo chiederà al Parlamento un nuovo scostamento di bilancio, per predisporre il nuovo decreto economico a sostegno delle imprese e dei cittadini.
In attesa di novità, i lavori parlamentari proseguono con l’iter di conversione del decreto Sostegni n. 41/2021. Il termine per presentare gli emendamenti è fissato al 9 aprile.
Ed è a tal proposito che sempre nel corso dell’audizione dell’8 aprile, i commercialisti propongono una modifica in sede di conversione sul contributo a fondo perduto previsto dall’articolo 1 del decreto Sostegni.
La proposta è di cancellare dal calcolo dell’ammontare medio mensile di fatturato e corrispettivi le cessioni di beni ammortizzabili eventualmente effettuate nel 2019 e nel 2020, al fine di considerare esclusivamente la gestione caratteristica dell’attività.
Commenti
0Nessun commento: scrivi tu il primo.