Dati migliori delle attese, recupero del dollaro

Nicola D’Antuono

9 Settembre 2010 - 20:23

Dati migliori delle attese, recupero del dollaro

Oggi sono stati pubblicati alcuni dati macroeconomici che hanno dato più volte delle scosse al mercato. Non tanto la decisione della Bank of England, che ha mantenuto i tassi di interesse invariati allo 0,5% (mentre ieri la Bank of Canada aveva alzato ancora i tassi portandoli all’1% e dando ulteriore forza al dollaro canadese), ma i dati del pomeriggio provenienti dagli Stati Uniti. Le nuove richieste di sussidi per la disoccupazione sono risultate in calo a 451.000 nella settimana scorsa, cioè 27.000 in meno rispetto al dato precedente. Il dato ha battuto le attese degli analisti, che prevedevano 470.000 nuove richieste. In netto miglioramento rispetto al mese di luglio è risultata anche la bilancia commerciale: il deficit è sceso a 42,8 miliardi di dollari, cioè ben il 14% in meno rispetto al mese precedente, mentre le attese degli analisti erano per un deficit di circa 47 miliardi di dollari. Le importazioni negli USA sono diminuite del 2,1% mentre le esportazioni sono aumentate dell’1,8%, che rappresenta il livello più alto da agosto 2008. Gli investitori hanno subito reagito vendendo le valute rifugio (yen e franco svizzero), compreso il dollaro americano, e decretando un netto apprezzamento delle valute più rischiose (euro in primis) e di quelle high-yield.

Tuttavia, nelle ultime 3-4 ore è avvenuto un movimento contrarian favorevole al dollaro americano e che ha portato forti vendite sulla divisa europea, nonostante il buon andamento dei listini azionari sia europei che americani. L’euro/dollaro è ora ingabbiato in un box compreso tra 1,2765 e 1,2660. La tendenza è ora favorevole alla divisa americana che potrebbe così puntare a 1,2620 prima e 1,2586 poi allo scopo di dare un nuovo impulso al trend ribassista di medio periodo per obiettivi compresi poi tra 1,2150 e 1,19.

Se l’euro dovesse perdere sempre più forza nei confronti delle majors, attenzione soprattutto all’euro/yen che sotto 105,40 potrebbe subire una forte accelerazione con target compreso tra 104,50 e 103.