Danimarca, verso la riduzione dei cittadini “non occidentali” dai quartieri difficili

Martino Grassi

18 Marzo 2021 - 13:00

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La Danimarca ha intenzione di ridurre la percentuale di residenti non occidentali all’interno dei quartieri più poveri e svantaggiati per evitare che si creino delle società parallele.

Danimarca, verso la riduzione dei cittadini “non occidentali” dai quartieri difficili

La Danimarca ha intenzione di limitare la percentuale dei cittadini non occidentali residenti nei quartieri più svantaggiati, precisando di voler eliminare il termine ghetto, dalla nuova proposta di legge.

In sostanza, all’interno delle zone delle città più difficili, caratterizzate da situazioni socio economiche svantaggiate, la quota dei cittadini “non occidentale” dovrà raggiungere la soglia massima del 30% della popolazione entro 10 anni, secondo la proposta del ministro degli Interni. Il progetto del governo danese sarebbe una revisione dell’attuale legislazione riguardante la lotta contro le società parallele.

Danimarca, verso la riduzione dei cittadini “non occidentali” dai quartieri difficili

Per anni la Danimarca si è contraddistinta per avere una delle politiche sull’immigrazione più restrittive d’Europa, perpetrate anche del primo ministro socialdemocratico, Mette Frederiksen, salito al potere nel giugno 2019. Secondo Kaare Dybvad Bek, il ministro degli interni del Paese una concentrazione di cittadini “non occidentali” troppo densa in un quartiere potrebbe aumentare il rischio di un emergere di società parallele religiose e culturali.

Tuttavia, ha precisato, il termine “ghetto” non sarà più utilizzato per descrivere questi quartieri nella nuova legislazione dal momento che: Il termine ghetto è fuorviante. Penso che contribuisca a eclissare la grande quantità di lavoro che deve essere fatto in questi quartieri”.

L’attuale legislazione chiede anche una riduzione del 40% delle case popolari all’interno di queste aree entro il 2030. Al momento non è ancora stata stabilita la data per il voto, ma i politici danesi si aspettano che il nuovo disegno di legge passi.

Cosa si intende per ghetto

Il governo danese utilizza il termine ghetto per riferirsi a tutti i quartieri che hanno più di 1.000 abitanti in cui la metà della popolazione e non è occidentale e in cui vengono soddisfatti almeno due di altri quattro criteri, ossia:

  • più del 40% dei residenti è disoccupato;
  • più del 60% delle persone tra i 39 e i 50 anni non possiede un’istruzione secondaria superiore;
  • i tassi di criminalità sono tre volte superiori alla media nazionale;
  • i residenti hanno un reddito lordo inferiore del 55% rispetto alla media regionale.

Al momento rientrano in questa categoria 15 quartieri della Danimarca, mentre altri 25, secondo la lista che viene aggiornata ogni dicembre, sono a rischio. Le infrazioni commesse in questi quartieri comportano il doppio delle sanzioni legali in vigore altrove, e l’asilo nido è obbligatorio per tutti i bambini di età superiore a un anno, altrimenti vengono ritirati gli assegni familiari. Stando alle statistiche riportate dal The Guardian al momento l’11% della popolazione della Danimarca è di origine straniera, e il 58% degli immigrati proviene da un paese considerato “non occidentale”.

Argomenti

Iscriviti alla newsletter

Money Stories