Crisi: tre giorni al vertice UE. Europa, a che punto sei?

Nadia Fusar Poli

20/10/2011

Crisi: tre giorni al vertice UE. Europa, a che punto sei?

CRISI, VERTICE UE. I negoziati potrebbero bloccarsi soprattutto sul rafforzamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF). Barroso chiede maggiore unità, all’indomani di una riunione «informale» sulla crisi di Francoforte, senza grandi risultati, almeno apparenti ... Siamo ad un punto morto nel processo di risoluzione della crisi del debito?

«Giungeremo a un risultato positivo se tutti i partecipanti hanno il senso del compromesso. L’ Europa ha bisogno di compromessi». L’auspicio di José Manuel Barroso restituisce la misura dei dissensi irrisolti tra i principali partner europei sulla crisi.

Il presidente della Commissione europea spera che il vertice dell’Unione europea, che si terrà Domenica 23 un consenso, possa concludersi con il raggiungimento di un consensus, soprattutto circa il rafforzamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF).

Le differenze contrappongono soprattutto Francia e Germania. Secondo fonti diplomatiche citate da Reuters, il governo francese potrebbe sostenere l’ aumento della capacità del Fondo attraverso un effetto «leva» e l’autorizzazione ad acquistare direttamente dalla Banca centrale europea. La proposta non sembra essere molto gradita ai tedeschi.

Nel corso della cerimonia di addio di Jean-Claude Trichet, che lascia la presidenza della Banca centrale europea dopo otto anni di mandato, Nicolas Sarkozy e Angela Merkel si sono incontrati per discutere le misure da adottare per contrastare la crisi finanziaria che sta facendo tremare Eurolandia dall’inizio dell’estate. Nessuno dei due ha voluto comunicare il contenuto delle conversazioni.

Poco prima della riunione, Angela Merkel aveva semplicemente lasciato intendere che l’organizzazione stessa della Unione Europea dovrebbe essere cambiato. «Cambiamenti del trattato non sono tabù a mio giudidzio» ha detto il cancelliere tedesco aggiungendo che se l’euro dovesse fallire, questo si tradurrà in un fallimento per tutta Europa. «Ma noi non lo permetteremo», ha sottolineato la Merkel.

Alla cerimonia erano presenti, oltre a Jean-Claude Trichet, e al suo successore, Mario Draghi, i presidenti del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea (UE), Herman Van Rompuy e José Manuel Barroso, il direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, i ministri delle finanze francese e tedesco, Wolfgang Schäuble e Baroin.
Queste discussioni «informali» avevano tutta l’aria di un incontro d’emergenza, mentre le voci su un accordo franco-tedesco sul rafforzamento del Fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF) hanno imbarazzato i leader europei. Secondo fonti diplomatiche citate dal Guardian, il rafforzamento del fondo di salvataggio oscillerebbe tra 1.000 e 2.000 miliardi di euro, contro i 440 miliardi attuali.

Un altro punto critico: la risoluzione della crisi greca. L’idea di costringere i creditori privati ​​a incrementare i loro sforzi, per esempio accettando un haircut maggiore, si è affacciata nelle ultime settimane. Jürgen Stark, membro dimissionario della Banca centrale europea, è parso scettico. «Mettiamo in guardia contro il default e anche contro un coinvolgimento obbligatorio del settore privato», ha dichiarato al giornale VDI Nachrichten. Il rischio è che un haircut maggiore, così come un default della Grecia, potrebbero diventare ancora più costosi per i contribuenti europei di quanto non lo siano state le decisioni prese fino ad oggi, ha commentato Stark.