Giornata altalenante per le principale borse europee, e gli spread avanzano. Il differenziale tra Francia e Germania infatti tocca i 135 punti base, mentre i bonos spagnoli sono nuovamente vicini al 6%, avendo toccato i 417 punti. Nuova emergenza anche per l’Italia: il trend ribassista di qualche mese fa sembra ormai acqua passata e si è già superata la soglia dei 400 punti (405, per l’esattezza), anche se ora lo spread tra Btp e Bund tedesco con scadenza a dieci anni è sceso a 394 punti. Dopo la chiusura in negativo di Wall Street e Tokyo, le borse europee tendono a chiudere la settimana su livelli contrastanti: Milano guadagna lo 0,9%, ma sta riprendendo a scendere, mentre negative Londra (-0,3%) e Parigi (-0,7%). Bene Francoforte che guadagna l’1%.
Le fasi dello spread
Ricordate all’inizio dell’anno quando lo spread tra Btp e Bund era sopra i 500 punti? Da lì in poi cominciò una fase al ribasso terminata solo un mese fa, a 278 punti, con tanto di ottimismo da parte del governo tecnico presieduto da Mario Monti e la ripresa della fiducia degli investitori esterni per il nostro Paese. Da metà marzo in poi, tuttavia, lo spread ha conosciuto solo fasi di rialzo, superando oggi quota 400 punti base, ovvero quella soglia psicologica che, una volta superata, fa scattare l’allarme. Rosso, ovviamente.
La situazione italiana
Sempre più incerte, infatti, si fanno le prospettive internazionali e l’incontro tra Napolitano e Monti diventa un colloquio decisivo sul futuro del nostro Paese, sulle misure da prendere per far fronte alla nuova emergenza. Come hanno detto molti economisti in tempi non sospetti, quella del mese scorso sarebbe stata solo una fase apparente: anche George Soros aveva a suo tempo parlato di una crisi meno volatile, ma più letale. In Italia, intanto, la situazione si fa bollente, con i partiti politici (Pdl in testa) che cominciano a prendere le distanze dal governo tecnico, e Monti che si ritrova sempre più solo, bersagliato dal Financial Times («Monti posticipa di un anno il pareggio di bilancio») e dal Wall Street Journal («L’Italia ha annunciato che non ci sarà il pareggio di bilancio l’anno prossimo»), due titoloni allarmanti tuttavia già smentiti dal premier, che ha affermato come lo 0,5% di scostamento sia molto vicino al pareggio di bilancio. E mentre Time lo inserisce nella lista dei 100 uomini più influenti del pianeta, Monti ha discusso con Napolitano sulle possibilità di crescita economica del nostro Paese, mentre il Presidente della Repubblica ha chiesto a Monti di continuare a insistere con la politica intrapresa, agevolato possibilmente dalla spinta europea, fattore decisivo per la ripresa italiana.
Battibecchi politici
E naturalmente non mancano le oscillazioni politiche dei partiti, con le manesche discussioni tra Brunetta e La Russa, la presa di distanze di Berlusconi e Alfano e le convocazioni di Casini per la formazione del prossimo Partito. Tra disoccupazione e crisi del debito pubblico, i problemi dell’Italia non possono certo risolversi in protagonismi politici, quegli stessi protagonismi di cui, tra l’altro, gli italiani non ne possono più.
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