Crisi: lo scenario si aggrava. L’Eurogruppo decide su EFSF

Nadia Fusar Poli

29/11/2011

Crisi: lo scenario si aggrava. L’Eurogruppo decide su EFSF

CRISI, EUROGRUPPO. La riforma dell’EFSF, il Fondo europeo di stabilità finanziaria e il pacchetto di aiuti da otto miliardi di euro per la Grecia, dovrebbero essere approvati Martedì dai ministri delle finanze della zona euro.

L’Eurogruppo si riunisce mentre la crisi, che da due anni sta mettendo in ginocchio l’euro, minaccia di far deragliare l’economia globale.

L’Italia, nell’asta odierna, ha dovuto concedere tassi pari a circa l’8% per collocare titoli a tre anni, e del 7,5% per piazzare Btp a 10 anni: rendimenti in netto rialzo rispetto a ottobre.

Questi livelli, simili a quelli che avevano innescato i piani di aiuti internazionali alla Grecia, all’ Irlanda e al Portogallo sono ritenuti insostenibili nel medio termine, soprattutto perché l’Italia dovrà rifinanziare fino a 150 miliardi di euro di debito tra febbraio e aprile.

Mentre il Fondo monetario internazionale ha smentito la notizia di un piano di aiuti del valore di 600 miliardi di euro destinato all’Italia, il nuovo Primo ministro Mario Monti, che è anche ministro delle finanze, dovrà presentare il suo piano di riforme con l’obiettivo di raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013.

Secondo il quotidiano La Repubblica, il commissario agli affari economici e monetari Olli Rehn ha dichiarato alle autorità italiane che dovranno essere raccolti circa 11 miliardi di euro per raggiungere tale obiettivo.

La Grecia continua a rimanere sotto pressione, anche se una boccata di ossigeno dovrebbe giungere con il pagamento di una tranche di otto miliardi di euro, vitale per la sopravvivenza del Paese.

Il leader del partito conservatore greco ha infatti finalmente accettato di indirizzare al FMI e alle autorità europee una lettera firmata, nella quale si impegna a sostenere le condizioni del piano di aiuti destinato a scongiurare il fallimento della Grecia.

Ma c’è di più. Se il rating di Francia dovesse essere declassato, la già difficile riforma dell’ EFSF, che implica un aumento della sua potenza di fuoco a 1.000 miliardi di euro, diventerebbe praticamente impossibile, perché anche il Fondo perderebbe il suo giudizio d’eccellenza, la tripla A.

Il direttore generale dell’EFSF, Klaus Regling, rivolgendosi a dei parlamentari tedeschi ha dichiarato che, alla luce delle condizioni di mercato, il potenziamento della capacità di intervento dell’ EFSF non è più immaginabile nei termini originariamente previsti, «a causa del deterioramento evidente del contesto di mercato».

L’EFSF riformato tuttavia, non dovrebbe essere in grado di agire per assicurare le obbligazioni dei paesi entro la fine di dicembre, secondo quanto dicono fonti vicine ai fatti.

Questo ritardo solleva la questione di un nuovo peggioramento della crisi del debito, della materializzazione di una nuova recessione in Europa e, infine, del ruolo che giocherà la Banca centrale europea nella gestione della crisi, tutte questioni che dovrebbero essere sul tavolo dei ministri in occasione del vertice UE, che si terrà tra dieci giorni, ritenuto decisivo per il futuro della moneta unica.

Francia e Germania si sono date tempo fino alla fine di gennaio per raggiungere una unione fiscale rafforzata dell’area euro, un progetto che potrebbe passare attraverso la messa in quarantena di diversi paesi e che ha già suscitato reazioni negative da parte dei membri della moneta unica.