Crisi: la Cina non salverà l’Europa

Nadia Fusar Poli

02/12/2011

Crisi: la Cina non salverà l’Europa

CRISI, CINA - Le enormi riserve in valuta estera detenute dalla Cina non possono essere utilizzate per fornire un aiuto diretto ai paesi fortemente indebitati della zona euro, ha detto un vice ministro cinese. Queste le parole del Vice ministro degli Esteri Fu Ying.

Gli europei possono avere frainteso come la Cina gestisce i suoi 3.200 miliardi di dollari (€ 2.375 miliardi) di riserve in valuta estera, ha insistito intervenendo a un forum Fu Ying .

«L’idea secondo cui la Cina dovrebbe salvare l’Europa non ha senso. Quello che voglio dire è che il denaro non può essere usato in questo modo», ha aggiunto. Pechino non avrebbe quindi escluso di utilizzare parte delle riserve cinesi per misure più mirate, ma non ha intenzione di sacrificare una grossa fetta dei suoi «risparmi» per tirare fuori dai guai un’Europa in crisi.

«Non possiamo utilizzare questo denaro nazionale per alleviare la povertà», ha detto Fu. «Inoltre non possiamo prendere questi soldi all’estero per sostenere lo sviluppo.»

Gli economisti stimano che Pechino abbia già investito un quinto delle sue riserve di beni in euro. L’Unione europea è il primo mercato di esportazione.
Mentre la dimensione delle riserve della Cina è la più grande del mondo, gli analisti sostengono che i due terzi di essa sono congelati in assets in dollari, che non possono essere venduti. Di fatto Pechino dispone di una porzione più modesta, di circa 470 miliardi di dollari da investire ogni anno.

Il Ministero degli Esteri cinese non esercita un’influenza diretta sul modo in cui il paese investe le sue riserve in valuta estera, ma può, comunque, commentare tale politica.

Quale proprietario della più grande riserve di valuta estera del mondo, la Cina è uno dei pochi governi con le tasche profonde abbastanza da poter comprare una parte considerevole del debito pubblico europeo e contribuire a risollevare la regione dal suo malessere economico.

I fautori di questa tesi sostengono che la Cina aiuterebbe se stessa salvando la zona euro, in quanto permetterebbe a Pechino di diversificare le sue riserve dal dollaro, e promuoverebbe la crescita economica in quello che è il più grande mercato delle esportazioni cinesi.

Ma la Cina resta piuttosto fredda in tal senso, e non si è impegnata pubblicamente a contribuire al fondo di salvataggio europeo, nonostante il corteggiamento del capo dell’EFSF, Klaus Regling.