CRISI, EUROPA. Mentre la crisi dell’euro peggiora, il dibattito si focalizza sul ruolo della Banca centrale europea (BCE), l’istituto che gestisce la moneta unica dalla sua creazione nel 1999. I francesi vogliono che compri il debito dei paesi europei, incapaci di rifinanziare a tassi ragionevoli sui mercati, mentre i tedeschi continuano a rigettare la prospettiva.
Un intervento massiccio da parte della BCE potrebbe rappresentare una soluzione miracolosa?
Acquisti significativi del debito di paesi come la Spagna, l’ Italia o di qualsiasi altro paese in difficoltà, potrebbero dissuadere gli speculatori a sferrare i loro pesanti attacchi contro questi stati. Con una potenza di fuoco notevole, in virtù della sua facoltà di creare moneta, la BCE diventerebbe il prestatore di ultima istanza della zona euro.
Dal 2010, l’istituto con sede a Francoforte ha anche lanciato un programma, limitato e temporaneo, di acquisto di obbligazioni dei paesi europei. L’idea che sta prendendo piede oggi, sarebbe quella di andare oltre e seguire l’esempio degli Stati Uniti e del Regno Unito, dove la Federal Reserve (Fed) e la Banca d’Inghilterra rispettivamente ora detengono il 17% del debito americano e inglese.
Ma tali politiche hanno effetti inflazionistici: creando artificialmente moneta per poter concedere prestiti agli Stati, si aumentano i prezzi. Nel Regno Unito, ad esempio, i prezzi sono cresciuti del 5% nel 2011 contro il 2% in Francia. Per alcuni economisti, questo non è un problema: l’inflazione, favorisce la crescita ... e riduce il valore del debito pubblico.
L’aumento dei prezzi a seguito di politiche monetarie accomodanti (il cosiddetto «quantitative easing» in inglese) può gravemente perturbare l’economia. «Stampare moneta», aumentando i prezzi, riduce il valore del denaro e, a farne le spese, sarebbero in primo luogo i lavoratori il cui potere d’acquisto si ridurrebbe.
Questa è la lezione della stagflazione (contrazione delle parole stagnazione e inflazione) del 1970, ovvero una mancanza di crescita economica in termini reali (stagnazione) e una crescita dei prezzi (inflazione).
Nei primi anni ’80, diversi paesi dell’America Latina (Argentina, Brasile) hanno registrato incrementi di prezzo di oltre il 50% al mese. I tedeschi non hanno dimenticato che l’iperinflazione del 1920 aveva minato la democrazia, e promosso l’ascesa del nazismo.
L’Europa dovrà prepararsi a vivere la stessa condizione da incubo che il mondo sperimentò negli anni Settanta, il fenomeno della stagflazione, per cui si rese necessario ricorrere a rigide misure di austerity per farvi fronte?