CRISI - Il tempo dell’ottimismo è passato. Ora è il momento del panico.
I mercati azionari stanno precipitando in tutta Europa, trainati dai titoli del comparto bancario, con la povera vecchia Dexia in calo, sino al 33% (e non è un errore di battitura). A torto o a ragione, la banca è oggi vista come un «Dead Man Walking», anche se Francia e Belgio dicono che la sosterranno e riusciranno a salvarla.
Il dollaro australiano - forse il più grande canarino nella miniera di carbone finanziario globale - è al livello piu’ basso da un anno mentre l’euro ha raggiunto un nuovo minimo di 10 anni contro lo yen e di 8 mesi contro il dollaro. Le valute dei mercati emergenti stanno affondando e Goldman Sachs - una delle banche più ottimiste - ha tagliato le sue stime di crescita, così come le sue previsioni sull’euro.
Quindi, perché il panico sul mercato? Gli eurocrati continuano a dirci che la Grecia sta bene. Hanno solo bisogno di un po’ di tempo in più per terminare le loro revisioni, e quindi probabilmente, per rivedere i loro giudizi. Così il meeting dell’ Eurogruppo fissato per il 13 ottobre è saltato e rinviato a fine mese. La Grecia sembra che ora abbia abbastanza denaro per sopravvivere fino a novembre (da quale cilindro magico ha estratto i soldi?) e, per allora, l’Eurogruppo avrà probabilmente già preso la sua decisione. Il presidente dell’Unione europea Herman Von Rompuy ha affermato che si agirà «in modo energicoper proteggere l’euro». Chiaramente, gli investitori non sono d’accordo.«I mercati sono in crisi», ha detto Kit Juckes, capo stratega di valuta a Societe Generale a Londra. Juncker ha inoltre assicurato che il pagamento degli aiuti è comunque solo questione di tempo, e che «la zona euro non ha nessuna intenzione di permettere il fallimento della Grecia o la sua uscita dall’Unione».
Insomma: tutto andrà bene. Giusto? Chiaramente, gli investitori non sono d’accordo.
«I mercati sono in crisi», ha detto Kit Juckes, capo stratega di valuta a Societe Generale a Londra.
L’umore del mercato si è chiaramente spostato. La paura molto chiara è che i politici hanno perso troppo tempo arrancando nel tentativo di risolvere questo pasticcio, se davvero potrà mai essere effettivamente risolto. Potremmo entrare nello stesso incubo che tutti hanno sperato di evitare negli ultimi due anni.