Crisi di governo: cosa può succedere? Tutti gli scenari del duello Conte-Renzi

Alessandro Cipolla

12 Gennaio 2021 - 17:24

12 Gennaio 2021 - 18:04

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Dopo il Consiglio dei Ministri sul Recovery Plan appare ormai inevitabile l’apertura di una crisi di governo: ecco cosa potrebbe succedere al culmine di questo braccio di ferro tra Matteo Renzi e Giuseppe Conte che dura ormai da oltre un mese.

Crisi di governo: cosa può succedere? Tutti gli scenari del duello Conte-Renzi

Cosa succederà dopo il Consiglio dei Ministri di questa sera? Se fossimo nel campo del betting, sarebbe un’impresa ardua individuare uno scenario da poter considerare favorito rispetto agli altri che sono sul tavolo.

Le ultime notizie che arrivano dai due fronti non sono delle migliori per la tenuta dell’attuale maggioranza: Giuseppe Conte ha fatto trapelare che, se Italia Viva dovesse rompere, sarebbe impossibile fare un altro governo con loro mentre Matteo Renzi, stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, sarebbe pronto a far dimettere le sue due ministre dopo il CdM.

Prima i renziani dovrebero garantire l’approvazione del Recovery Plan, come sarebbe stato richiesto dal Presidente Mattarella, ma i voti non dovrebbero mancare anche in Parlamento dove a breve si dovrà dare il via libera all’ennesimo scostamento di bilancio, per abbondare poi la maggioranza ritirando i propri membri dal governo.

Così nel pieno di una pandemia, con la terza ondata annunciata come imminente e un piano vaccini da dover far funzionare alla perfezione, l’Italia rischia di scivolare tra qualche ora nel pantano di una crisi di governo che appare ormai inevitabile.

Crisi di governo: tutti i possibili scenari del duello Conte-Renzi

Una sciarada. Sarebbe difficile trovare una parola più adatta per descrivere quello che potrebbe succedere nelle prossime ore nella maggioranza giallorossa. Tra ipotesi di crisi di governo, rimpasti, ribaltoni ed elezioni anticipate, vediamo quali sono i possibili scenari in ballo.

Si va avanti con il Conte-bis

Le ministre Bellanova e Bonetti non si dimettono e l’esecutivo va avanti senza cambio di squadra. Sarebbe una vittoria per Conte e una sconfitta per Renzi, con l’ex premier che in pratica farebbe una marcia indietro totale rispetto alle dichiarazioni perentorie fatte nelle ultime settimane.

Arrivati a questo punto, difficile però che lo strappo possa essere ricucito come se nulla fosse al pari dei precedenti mal di pancia di Italia Viva. Renzi infatti si è ormai spinto troppo oltre, con una abiura che sarebbe una sorta di ammissione di declino politico.

Una ipotesi questa auspicata dai tanti peones giallorossi ma che difficilmente si potrà realizzare.

Rimpasto di governo e patto di legislatura

Italia Viva non apre una crisi ma arriva una sorta di tagliando per il Conte-bis, con la sostituzione di alcuni ministri e un patto di legislatura sottoscritto dai partiti per individuare le priorità da qui al 2023.

In teoria non ci sarebbero né vincitori né vinti, ma sarebbe la classica montagna che partorisce il topolino: dopo la serie di ultimatum che hanno impantanato il governo in un momento emergenziale, il tutto si risolverebbe con un rimescolamento delle poltrone magari con uno sguardo rivolto anche alle nomine da fare in primavera.

Conte-ter

Una crisi pilotata, con Giuseppe Conte che si dimette e subito dopo presenta al Colle una nuova lista dei ministri per un suo terzo governo in altrettanti anni. Piccolo particolare: l’avvocato poi dovrebbe ottenere la fiducia in Parlamento.

Da quello che trapela questa sarebbe la soluzione auspicata da Italia Viva, ma Conte e gli altri partiti non sembrerebbero fidarsi di Renzi che, una volta incassate le dimissioni del premier, potrebbe poi impallinarlo non votando la fiducia al suo governo ter.

Se però dovessero arrivare delle rassicurazioni ufficiali di Renzi a riguardo, questa potrebbe essere strada percorribile.

Governo di unità nazionale

Conte cade e in Parlamento si forma una maggioranza trasversale per un governo di unità nazionale, guidato da un tecnico di alto profilo come Marta Cartabia o Carlo Cottarelli, visto che Mario Draghi difficilmente potrebbe imbarcarsi in una operazione del genere, aspettando di giocarsi poi le sue carte per il Quirinale.

Questo è lo scenario auspicato da Forza Italia, da Calenda e dai centristi vari, ma che non dispiacerebbe pure a parte del PD. Alcuni dei 5 Stelle potrebbero starci pur di salvare lo scranno parlamentare, ma senza la Lega (anche in appoggio esterno) non si andrebbe da nessuna parte.

Una soluzione questa che potrebbe essere dettata più dalla disperazione di salvare la legislatura che da un vero progetto politico per mettere in sicurezza il Paese.

Ribaltone del centrodestra

Finisce l’esperienza giallorossa e nasce una nuova maggioranza, formata dal centrodestra compatto con l’appoggio di Italia Viva e un pezzo del Movimento 5 Stelle. Sarebbe l’ipotesi paventata giorni fa da Matteo Salvini, che si era detto convinto di potere trovare i numeri in Parlamento per un governo guidato comunque da un tecnico e non da un politico.

Tra i vari scenari questo è di certo quello meno plausibile ma, dopo aver visto i 5 Stelle allearsi con la Lega e dopo un anno Renzi fare un governo con i nemici di sempre pentastellati, non ci si meraviglierebbe di certo.

Elezioni anticipate

Cade il Conte-bis e si torna a votare in primavera. Sarebbe lo sbocco più logico se non ci fosse una pandemia in corso. E se non ci fossero da gestire i 220 miliardi del Recovery Fund. E se non ci fosse da eleggere il prossimo Presidente della Repubblica nel 2022. E se non ci fosse stato il referendum che ha sforbiciato di un terzo i posti nel prossimo Parlamento. E se non fosse che buona parte degli attuali deputati e senatori avrebbero poche chance di essere rieletti.

Nonostante che il PD e i 5 Stelle continuino a ribadire come l’unica alternativa a Conte siano le urne, più che altro per spaventare Renzi che stando ai sondaggi faticherebbe a superare la soglia di sbarramento, la verità è che nessuno in Parlamento tranne Fratelli d’Italia e Lega vuole tornare a votare, con la crisi sanitaria in corso che è il movente perfetto per non ridare la parola agli italiani.

Considerando pure il semestre bianco che scatterà il 3 agosto, da quel momento fino a febbraio 2022 non potranno essere sciolte le Camere, le elezioni anticipate sembrerebbero essere una delle ultime opzioni sul campo.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories