Banche bocciate, richieste di finanziamento, titoli che crollano, spread che aumenta e un Paese che scivola nel caos: la Spagna si avvicina al default?
Bankia: una crisi senza fine
Standard&Poor’s ha tagliato il rating a cinque banche spagnole: Banca Civica, Bankia, Bankinter, Banco Popular e Bfa. La scure che si abbatte sul sistema bancario spagnolo potrebbe dunque aver sferzato il colpo definitivo, tagliando la corda e lasciando scivolare la lama sulla testa degli istituti di credito iberici, Bankia in primis, che ha chiesto al governo ben 19 miliardi di euro di aiuti, a fronte dei 9 proposti inizialmente dal ministro dell’Economia Luis de Guindos, finalizzati a coprire le perdite nel settore immobiliare.
Bankia, rivalutato a «Junk» (spazzatura) e il cui rating passa da BBB- a BB+, ha inoltre comunicato di aver chiuso il bilancio 2011 con perdite per circa 3 miliardi di euro. Il titolo in Borsa è inesorabilmente crollato a -26,7%.
La Spagna chiede aiuti
Lo spread Bonos-Bund è schizzato per la seconda volta (in circa 15 giorni) sopra i 500 punti, con il rendimento del bonos che sale al 6,45%.
Il premier Mariano Rajoy ha dichiarato che il Paese intende proseguire sulla via delle riforme e del taglio del deficit; nonostante la «fase estremamente difficile», soprattutto per ciò che concerne la capacità di finanziarsi sui mercati, il Paese supererà la fase attuale e affronterà la recessione, ma ci si aspetta un messaggio forte dall’Europa, la quale è chiamata a «far capire che l’euro è un processo irreversibile».
Inoltre, a breve, si attende una richiesta da parte della Spagna al fondo salva-Stati Efsf, un incentivo necessario per uscire dalla fase attuale. Il tutto mentre giugno, considerato da più parti come un mese cruciale per l’Eurozona (vedi elezioni in Grecia), è ormai alle porte.
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