E alla fine sono diventati cinque, i membri dei Bailoutstreet Boys! Ci si attendeva che il quinto paese membro della crisi-boy-band sarebbe stato l’Italia e, invece, quest’oggi Cipro ha fatto formale richiesta per ricevere aiuti dalla Comunità Europea.
Cipro e l’Unione Europea, breve riassunto
A parte le spiagge fantastiche, la piccola isola vicina alla Grecia si è unita all’Unione Europea nel 2004 passando alla moneta unica il 1 gennaio 2008.
Quando la crisi è scoppiata, proprio nel 2008, Cipro era una delle poche nazioni che tardava a mostrare segni di cedimento. Nel 2011 hanno cominciato ad emergere i problemi relativi al settore bancario altamente esposto al debito greco e, lo stesso debito nazionale cipriota è aumentato oltre il limite europeo. Da allora i titoli di stato sono stati declassati a livello di spazzatura dalle tre maggiori agenzie di rating: Moody’s, S&P e Fitch.
Non dev’essere stato uno shock per gli investitori scoprire che un paese con circa un milione di abitanti abbia finito col bussare alla porta dell’Europa, visto che, già da tempo, Cipro combatteva per mantere un certo quantitativo di liquidità in circolazione nell’economia.
Da dove arrivano gli aiuti
Dalla Russia è già arrivato un prestito di 2.5 miliardi di euro; il governo Cipriota, evitando di finire come la Grecia o come l’Irlanda, ha accuratamente evitato di fare immediato ricorso all’Europa o al FMI.
Tuttavia, come si suol dire, a mali estremi estremi, estremi rimedi.
Così, non avendo altra scelta, Cipro ha dovuto cercare l’aiuto dalla Comunità Europea per approvvigionarsi i fondi necessari alla ricapitalizzazione della Banca Popolare di Cipro che, dall’avvio del dramma greco ha collezionato ingenti perdite.
Né il settore privato, né il governo saranno in grado di fornire all’istituto di credito la somma di 1.8 miliardi di Euro, una cifra pari al 10% del PIL cipriota.
Non è d’aiuto il quadro generale dell’economia dell’Isola per la quale, nel 2012, si prevede uina contrazione dell’1% e l’innalzamento del debito sovrano. Se si aggiungono lo stato di salute del sistema bancario e il tasso di disoccupazione in costante aumento, questa potrebbe sembrare la ricetta giusta per un disastro.
Analisi e prospettive
Cambiando leggermente prospettiva, gli analisti stimano che Cipro avrà bisogno di una cifra compresa tra i 5 e i 10 miliardi di euro; soltanto il 10% dei 100miliardi già concessi alle banche spagnole.
Dunque, benché Cipro sia una delle realtà economicamente più piccole d’Europa (la terza economia tra le minors), la Comunità non dovrebbe sottovalutare l’incombente minaccia di contagio, in cui le banche sembrano cadere una dopo l’altra come per l’effetto domino.
Forse, l’emergenza Cipro darà alla Cancelliera Merkel qualche ragione per considerare l’eventualità di dare una possibilità agli eurobond.
Traduzione a cura di Federica Agostini per Forexinfo.it - Fonte: Piponomics