Crisi Twitter: il social network verso il fallimento?

Dopo l’abbandono dei 5 top manager, Twitter fa sapere che avrà un nuovo capo marketing. Ma la crisi continua, e c’è chi parla di “condanna a morte” del social network.

La crisi di Twitter non si arresta.

La notizia di ieri delle azioni in calo e della “fuga” di 5 dirigenti della società è seguita oggi da quella di una nuova nomina. Gli esperti, però si pongono una domanda: nonostante gli sforzi per salvare il social network, Twitter è condannato al fallimento?

Twitter ha visto tempi migliori. Prima la notizia delle azioni della società in forte ribasso e dell’abbandono di 5 top manager. Adesso, in questa fase di cambiamenti, giunge in casa Twitter una nuova nomina. Con un tweet (e non poteva essere altrimenti), il CEO Jack Dorsey annuncia che per la prima volta nella sua storia Twitter avrà una direttrice marketing: si tratta di Leslie Berland, ex responsabile Marketing e Digital Partnership di American Express.

Mancanza di un’identità e di una strategia di business efficace, crolli in borsa, “fuga dei cervelli” e crescita troppo lenta. Divorato dai suoi competitor, Facebook in primis, Twitter va verso un futuro incerto.

La nomina di Berland rappresenta l’ultimo sforzo di Jack Dorsey per provare a stabilizzare una società che è stata in subbuglio per gran parte del 2015. La nuova direttrice marketing proviene dal mondo finanziario, ha dimestichezza a lavorare in un team globale e sa come muoversi nel promuovere un brand a livello mondiale. E forse proprio la sua esperienza nel mondo finanziario potrebbe rivelarsi di aiuto per Twitter.

Crisi Twitter: quali sono i problemi del social newtwork?

Il recente turnover potrebbe rimescolare le carte di una società ormai in crisi, ma il problema, secondo Nilay Patel e Casey Newton di The Verge, è un altro.

Secondo i due giornalisti, il CEO di Twitter non ha articolato una visione coerente per cui le persone sul proprio smartphone dovrebbero pigiare l’icona dell’uccellino azzurro piuttosto che quella di Facebook.

Perché, si chiedono Patel e Newton, qualcuno dovrebbe utilizzare Twitter in questo momento? La loro risposta è semplice: Twitter ha un problema esistenziale di fondo, ed è che nessuno sa bene cosa sia e come debba essere usato. Mentre Instagram, per esempio, viene utilizzato nello stesso modo da tutti gli utenti e la sua funzione di condividere scatti e brevi clip è ben chiara a tutti, la stessa cosa non succede con il social network di Dorsey.

Crisi Twitter: quale sarà il futuro del social network

The Verge pone un’ulteriore radicale domanda: Twitter è condannato al fallimento?

Twitter ha 320 milioni di iscritti, piace a vip, giornalisti e capi di Stato, ma non riesce a trovare una concreta strategia di crescita. Neanche lo sviluppo di prodotti innovativi, come Periscope, ha aiutato la società a far quadrare i conti.

Il problema fondamentale è che Twitter, a differenza di Facebook, non è stato in grado di mettere in piedi un modello di business solido e davvero efficace. Per essere precisi, l’80% dei ricavi proviene dal mobile advertising. Una percentuale alta, penserete voi, ma che in realtà andrebbe ridotta a favore di altre voci.

In che modo Twitter potrebbe riuscire a spiccare il volo? Una strada che i vertici di Twitter stanno cercando di seguire è quella di cercare di attirare nuovi utenti.

Come? Dando la possibilità di seguire anche gli eventi, lanciando nuovi prodotti e abolendo il limite dei 140 caratteri. Un’altra idea sarebbe quella dell’e-commerce e della pubblicità. Ma anche in questo caso le difficoltà non mancano. Per ora l’unico cambiamento è stato quello di passare dalle stelline ai cuoricini per il “mi piace”.

Per non andare incontro al fallimento Twitter le proverà tutte, e la nuova nomina del capo marketing potrebbe andare nella giusta direzione. Quel che è certo è che, a detta di molti analisti, il social network dell’uccellino è ancora molto vulnerabile. Tanto che colossi del web come Google o la stessa Facebook potrebbero essere tentati di lanciare un’Opa su Twitter, considerato l’attuale valore azionario basso e le grandi potenzialità del social network.

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