Crisi, Spagna: siamo o non siamo alla vigilia dell’Apocalisse?

Federica Agostini

4 Giugno 2012 - 16:32

Crisi, Spagna: siamo o non siamo alla vigilia dell’Apocalisse?

Alla vigilia di una settimana che si attende cruciale per Madrid, il premier spagnolo Mariano Rajoy ha richiesto un sistema di controllo centralizzato dei bilanci nazionali nella zona euro.

Il Ministero del Tesoro spagnolo prevede di vendere all’asta i bond nazionali entro giovedì, anche se gli analisti stimano che a breve il paese potrebbe vivere un periodo economicamente molto duro, con il tasso di interesse sul debito vicino al 7%. Livello, questo, che aveva già fatto scattare il programma di soccorsi per Grecia, Irlanda e Portogallo

Due mesi fa il presidente Rajoy, sostenendo di operare nell’interesse della sovranità nazionale, aveva stabilito un provocatorio allentamento unilaterale del target sul deficit per il 2012, portato al 5,8% del Prodotto Interno Lordo. Ma aveva prontamente ritrattato, cedendo alle pressioni dall’Europa di fissare il target al 5.3%.

Durante il fine settimana Rajoy ha fatto un passo avanti, richiedendo la creazione di un’autorità fiscale europea in grado sia di dirigere la strategia fiscale della zona euro, sia di armonizzare le politiche fiscali dei 17 paesi e permettere così un «controllo finanziario centralizzato».

Quali prospettive per la Spagna?

La Spagna vorrebbe assicurarsi i finanziamenti europei per la ricapitalizzazione delle banche, ma vorrebbe evitare quell’intervento su larga scala che porterebbe a dover accettare rigide condizioni fiscali imposte da Bruxelles e dal Fondo Monetario Internazionale, che metterebbe a repentaglio la popolarità del Partito Popolare di cui Rajoy è leader.

Sabato scorso, durante una conferenza stampa, dopo sei mesi dalla sua elezione, il premier Rajoy ha tentato di rinvigorire la fiducia degli elettori nel suo governo e di rassicurare il Paese: «questa non è la vigilia dell’Apocalisse». Il cambio di tono messo in atto da Rajoy è stato interpretato dalla stampa e dalla politica come un segno di cedimento.

Gray Jenkins, analista nello Swordfish Research, si domanda come sia possibile che un governo rinunci alla responsabilità delle proprie spese per affidarle nelle mani di un’autorità centrale.

La scorsa settimana la società di consulenza macroeconomica Capital Economic ha annunciato: «un peggioramento dell’economia domestica e le limitate possibilità di ricostruire i fondi per le banche statali Spagnole rendono il pacchetto salvataggio inevitabile, per poter superare la crisi,».

Intanto, un portavoce del governo spagnolo ha smentito quanto affermato dalla stampa tedesca, secondo la quale Berlino starebbe spingendo Madrid ad accettare gli accordi per il salvataggio.

Tradotto da Federica Agostini per Forexifo.it. Fonte originale: Financial Times