CRISI, ITALIA - I problemi economici dell’Italia sono, ancora, al centro della scena. Il governo è di fronte all’ennesimo voto chiave.
Lo stato di salute della terza più grande economia della zona euro è di nuovo oggetto di particolare attenzione, nonostante il premier Berlusconi abbia accettato la sorveglianza del FMI e sia sopravvissuto a diversi voti di fiducia negli ultimi mesi. Le dimensioni dell’ Italia, rispetto alla più piccola Grecia, rendono le conseguenze di un potenziale fallimento, più pericoloso e di maggiore portata. L’Italia ha molte più implicazioni sistemiche. In altri termini è “troppo grande per fallire”. Ma lo è anche per essere salvata.
I problemi che affliggono l’Italia includono il secondo più alto rapporto debito-PIL dell’ eurozona e la mancanza di un’alternativa credibile al governo Berlusconi. I Parlamentari italiani voteranno Martedì sulle finanze pubbliche del paese. I rendimenti sui bond italiani a 10 anni sono saliti la scorsa settimana, e sono ora pericolosamente vicino al livello insostenibile del 7 per cento, soglia che ha costretto alcuni paesi della zona euro, come il Portogallo e l’Irlanda, a cercare aiuti. I tassi a lungo termine si sono avvicinati al 6,6%, un nuovo record per l’Italia e il massimo livello dalla creazione dell’euro. I mercati non sembrano credere al governo: l’ Italia non ha una chiara agenda di riforme strutturali.
Quando i rendimenti sul debito a breve termine iniziano ad aumentare ad un ritmo più veloce dei debiti a lungo termine è il segnale che c’è un (grosso) problema, perché il fenomeno riflette la grande sfiducia degli investitori. L’ Italia non è ritenuta capace di restituire il denaro avuto in prestito. L’Italia è sempre più in aria di salvataggio? Questo è quello che temono gli investitori.
Ci sono stati anche segnali che la Banca centrale europea (BCE) non continuerà il suo programma di acquisto di bond, l’ SMP (Securities Markets Program), che ha contribuito a mantenere i rendimenti dei titoli a livelli sostenibili a partire dall’estate. Yves Mersch, membro del Consiglio direttivo della banca centrale ha avvertito in un’intervista al quotidiano italiano La Stampa, che l’Istituto di Francoforte potrebbe smettere di acquistare obbligazioni italiane se l’Italia non riuscirà ad adottare gli opportuni e necessari provvedimenti sul suo debito.
L’Italia è stata ultimamente strapazzata dai leader economici e politici che pretendono rapide riforme. Al G20, il direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale (FMI) Christine Lagarde è stato molto chiaro: il problema dell’Italia è la mancanza di credibilità delle misure anti-deficit annunciate dal suo governo.