Crisi: FMI non salverà l’Euro. Forse lo farà la Cina

Nadia Fusar Poli

29 Novembre 2011 - 12:59

Crisi: FMI non salverà l’Euro. Forse lo farà la Cina

CRISI, EURO. Ieri si è sparsa la voce che l’Italia potrebbe ottenere un prestito di 600 miliardi di euro dal Fondo monetario internazionale (FMI). Naturalmente, questo ha scatenato la reazione dei mercati - Piazza Affari ha accelerato al rialzo e lo spread è sceso sotto quota 480 sulla scia dei rumors - ma cosa c’è di vero in queste voci?

E’ sempre piuttosto antipatico far scoppiare una bolla, ma è probabile che la risposta a questa domanda dia un grosso, grasso «niente». L’ FMI semplicemente non ha i soldi per salvare l’Europa e, soprattutto per farlo da sole.

I numeri non mentono. A partire dalla fine di settembre, i fondi del FMI ammontano a solo 630 miliardi di euro. Di questa somma, «160 miliardi di euro non possono essere utilizzati per nuovi prestiti e altri 145 miliardi di euro di fondi sono a disposizione di alcuni paesi, quali la Polonia, che possono accedervi, ma non lo hanno ancora fatto. Altri 45 miliardi di euro devono essere lasciati come riserva» come rileva il Wall Street Journal.

Facendo rapidi calcoli, ciò che resta al FMI sono solo circa 280 miliardi di euro per nuovi prestiti. L’ FMI concederebbe un prestito per l’intero importo a un solo paese? Difficile crederlo.

Si consideri questo: i 30 miliardi di euro che la Grecia ha ottenuto in prestito dal Fondo monetario internazionale, rappresentano una somma 24 volte più grande di quella con cui il paese ha contribuito al FMI. Inutile dire che è stata una mossa molto generosa da parte del FMI. È un dato di fatto, si trattava di un livello record. Supponendo che il FMI si dimostrasse altrettanto magnanimo nei confronti dell’Italia, si troverebbe con molto poco in tasca, per aiutare le altre nazioni in difficoltà.

Un portavoce del FMI ha già apertamente negato le voci secondo cui i funzionari italiani sarebbero in trattative con l’istituto di Washington per ricevere ulteriori finanziamenti.

Allora, chi sarà il salvatore d’Europa, il prode cavaliere pronto a scendere in campo per difendere i più deboli? Se l’FMI potrebbe non essere in grado di salvare l’Europa, forse potrebbe esserlo la Cina.

Lunedì il Ministro del Commercio cinese Chen Deming ha affermato che il paese sta progettando di investire in Europa. Nel 2012, una delegazione cinese sarà inviata nella regione per esaminare dove potenziali investimenti potrebbero essere fatti.

Si ricordi che la Cina ha almeno un paio di motivi per decidere di venire in soccorso dell’euro. In primis, il «blocco» è il suo principale partner commerciale, rappresentando il 20% delle esportazioni totali. Inoltre, concedere una mano alla zona euro, renderebbe più facile convincere i responsabili politici europei affinché la Cina ottenga una maggiore rappresentanza nel WTO, nel FMI e nella Banca Mondiale.

Tuttavia, è troppo presto per cantar vittoria. In effetti solo una parte molto piccola dei 3.200 miliardi dollari di riserve valutarie della Cina è immediatamente liquidabile. Ciò significa che anche se la Cina volesse aiutare l’Europa, avrebbe a disposizioni contanti in quantità molto limitate.

Ieri si è assistito ad un forte rialzo dell’euro forte, ma, rapidamente, la moneta comune ha invertito i suoi guadagni. Probabilmente l’euro potrà realmente mantenersi sulla strada del recupero, mantenendo i propri guadagni, se i funzionari dell’UE attueranno piani concreti per risolvere la crisi del debito. Quindi in ultima analisi, la sopravvivenza dell’euro dipenderà dagli stessi europei.