Crisi, FMI: Euro in pericolo. L’Italia? Non è al sicuro

Federica Agostini

19/07/2012

Crisi, FMI: Euro in pericolo. L’Italia? Non è al sicuro

Nuovo campanello d’allarme dal Fondo Monetario Internazionale: la sopravvivenza dell’Euro è in pericolo e l’Italia non sarà al sicuro finché non interverrà sui suoi punti deboli.

La situazione Europea è ad un punto critico e la sopravvivenza dell’Euro è messa in forte discussione; ecco quanto sostenuto dal report del FMI:

«Nonostante le azioni intraprese, i mercati finanziari restano sotto grande pressione, sollevando dubbi sulla stessa sopravvivenza dell’area Euro».

Che la BCE intervenga, necessaria unione bancaria

Secondo il FMI, i capitali dell’area Euro stanno fluttuando dal Sud verso il Nord Europa e l’unico modo per arginare la situazione è quello di intervenire nell’immediato con contromisure efficaci.

Il Fondo punta il dito anzitutto sulla Banca Centrale Europea che dovrebbe intervenire come primo attore contro l’ascesa della crisi; la BCE dovrebbe abbassare ulteriormente i tassi di interesse e comprare, attraverso un programma di «forti acquisti», parte del debito sovrano dei paesi problematici.

«La priorità immediata dell’Eurozona è quella di stabilire l’unione bancaria e cominciare i lavori nella direzione dell’integrazione fiscale».

La mancanza di unione bancaria, spiega il FMI, implica la mancanza di quel perno fondamentale che lega le finanze dei governi all’instabilità del settore bancario che, nel caso di unione bancaria, sarebbe il sistema «più forte di sempre».

La BCE, dice il Fondo, dovrebbe porsi come la Bank of England nel Regno Unito e come la Fed negli States; intraprendere un programma di alleggerimento quantitativo (QE) e porsi come «prestatore di ultima istanza».

Le reazioni della politica

A cominciare dalla Germania e in tutta l’Europa del Nord, il monito del FMI non è stato accolto con grande favore.

Vittorio Grilli, Ministro dell’Economia, ha detto alla Camera: «Come dimostrano le instabilità dei mercati, le risposte sin’ora fornite sono insoddisfacenti. E’ necessario che gli Stati membri dell’area Euro dimostrino l’intento di voler affrontare la crisi e, insieme, superarla».

Il dubbio germanico

Ancora ieri la Cancelliera, Angela Merkel, si è detta incerta circa la possibilità di riuscita del progetto europeo; l’Alta Corte ha rinviato al 12 settembre le decisioni riguardo all’attivazione dello scudo anti-spread che incontra alcuni vincoli costituzionali che ne impediscono l’immediata attivazione.

Questa attesa non fa che esporre ulteriormente i paesi più a rischio dell’Eurozona: Italia e Spagna.

Secondo le parole di Grilli, tuttavia, per l’Italia non c’è «motivo di allarme» riguardo alla mancata attivazione (prevista per questo luglio) dell’ESM (European Stability Mechanism).

Italia: rischio default?

Le condizioni dell’Italia non sono sicure e, per questo, il Fondo chiede anzitutto un’intervento determinato e deciso sulla riduzione della spesa pubblica e, poi, una riduzione del sistema di tasse che favorisca la ripresa della crescita, altrimenti costretta dal peso fiscale che le famiglie devono affrontare.

«Cuscinetto fiscale»: il FMI consiglia all’Italia di creare un cuscinetto fiscale da raggiungere annualmente con un surplus di bilancio pari all’1% del PIL.

Intanto però, Italia e Spagna, ogni giorno di più, vengono strette nella morsa di una pressa pericolosa, che ne rende il futuro incerto.
E c’è già chi pronostica la possibilità dell’arrivo della Troika a Roma.