Crisi: Eurozona è già in recessione

Nadia Fusar Poli

24 Novembre 2011 - 11:37

Crisi: Eurozona è già in recessione

CRISI - L’economia dell’area euro è già in recessione. Ad affermarlo è l’Institute of International Finance (IIF), che, dopo un’analisi della congiuntura, rileva una recessione economica più rapida del previsto.

La situazione nella zona euro sembra aver preso una brutta piega. «L’economia è precipitata in ciò che vediamo come una recessione, che non farà che che aumentare i deficit di bilancio», ha scritto l’organizzazione bancaria mondiale in una nota. «I dati che ci sono pervenuti per la fine del terzo e l’inizio del quarto trimestre sono più deboli del previsto» stimano gli economisti di IIF, citando l’aumento della disoccupazione in Germania e il rallentamento della produzione industriale in tutti i paesi dell’area euro.

L’IIF prevede un calo del prodotto interno lordo della regione del 2% annuo nel quarto trimestre del 2011, così come nel primo trimestre del 2012. Per l’intero anno 2012, la proiezione descrive una contrazione dell ’1%. L’Istituto vede un generale deterioramento della fiducia dei consumatori e nuove misure di disciplina fiscale in Italia e Francia.

Ormai «la debolezza dell’economia della zona euro ha il potenziale di diffondersi al resto del mondo attraverso una serie di canali. Uno dei più immediati e il più potente è il settore bancario», ha osservato l’Institute of International Finance. I banchieri hanno duramente criticato i governi europei per la loro gestione della crisi del debito pubblico, sostenendo che alcune delle loro azioni potrebbero persino peggiorare il problema.

L’IIF ha inoltre fatto riferimento all’accordo, firmato dallo stesso Istituto alla fine di ottobre, per eliminare la metà del debito greco detenuto dal settore privato, lamentando il fatto che avrebbe fatto fuggire gli investitori dai mercati del debito dei paesi «periferici». Per l’IIF inoltre, i più severi requisiti patrimoniali imposti alle banche contribuiranno ad accelerare la contrazione dei bilanci, compreso il capitale in debito pubblico.

Infine, gli economisti della banca, accusano i principali paesi - Italia compresa - di aver agito con una penosa lentezza nel cammino per l’adozione di necessarie riforme strutturali. «Soprattutto, la regione sembra mancare di una strategia coerente per ripristinare la forte crescita dei redditi nominali, il che è fondamentale per la sostenibilità del debito pubblico». Secondo l’Institute of International Finance , «il resto del mondo sta guardando con ansia» l’area dell’euro e la Banca centrale europea è «l’unica istituzione in grado di fornire una soluzione realistica nelle settimane a venire».

«La buona notizia è che l’economia degli Stati Uniti e della Cina hanno mostrato segnali più positivi», hanno concluso gli economisti di IIF.