CRISI. La ricetta di Soros: «Come evitare una nuova Grande Depressione»: ecco le tre mosse.
L’Europa è sull’orlo di un collasso, e se qualcosa non verrà fatto relativamente presto, (al più presto, forse già nelle prossime settimane), è probabile che in Europa si verifichi lo stesso scenario del 2008. Gli Stati Uniti e le economie cinesi dipendono fortemente dalle esportazioni verso l’Europa, e con la crescita della zona euro in rallentamento a causa del potenziale default della Grecia, che potrebbe innescare un effetto domino verso i paesi PIIGS, potremmo rivivere qualcosa di simile alla “Grande Depressione”economica, che negli anni ’30 seguì la crisi del 1929.«I mercati finanziari stanno portando il mondo verso una nuova Grande Depressione dalla conseguenze incalcolabili». I governi, soprattutto quelli europei «hanno perso il controllo della situazione», e secondo Soros devono riassumerlo e «devono farlo adesso».
George Soros, il finanziere e filantropo americano di origini ungheresi, pubblica sul Financial Times la sua ricetta su «Come evitare una seconda Grande Depressione», elencando le azioni che dovrebbero essere adottate, per scongiurare un drammatico déja vu. Egli scrive: «Sono necessari tre passi coraggiosi. In primo luogo, i governi della zona euro devono essere d’accordo in linea di principio su un nuovo trattato per la creazione di un tesoro comune per la zona euro. Nel frattempo, le grandi banche devono essere posto sotto la direzione della Banca centrale europea, in cambio di una garanzia temporanea e di una ricapitalizzazione permanente. In terzo luogo, la BCE potrebbe consentire ai paesi come l’Italia e la Spagna, temporaneamente, di rifinanziare il proprio debito ad un costo molto basso.».Per Soros se l’Unione europea e la Banca centrale europea adottassero queste azioni, riuscirebbero a guadagnare tempo utile e necessario per aiutare i governi d’Europa a trovare una soluzione ai problemi sul debito, che, diversamente «non possono essere risolti».
Soros, aggiunge che queste misure permetterebbero alla Grecia di fallire (se questo è il suo destino) senza provocare un collasso globale. Il finanziere conclude evidenziando che «questa serie di azioni non richiede un aumento dell’Efsf. Il cambiamento richiesto è molto più radicale, in quanto si dovrebbe mettere le banche sotto il controllo europeo. Ciò è probabile che scateni l’opposizione delle banche stesse e delle autorità. E dunque solo la pressione dell’opposizione può far si che succeda tutto questo».
Purtroppo, non esiste una soluzione a una recessione di bilancio diversa dal tempo, un fattore chiave e determinante. Ma, il tempo, è qualcosa che i mercati non sono disposti a concedere all’Europa. E’ evidente che il ciclo economico ha accelerato, e che il tempo non potrà più essere garantito come una volta.
Per Soros si tratta altresì di una crisi di fiducia, in tutto il mondo, e il fatto che i leader politici non possano giungere a un accordo su come risolvere i problemi a livello globale non fa che peggiorare le cose. I mercati sopravvivono con buone o cattive notizie. addirittura in assenza di notizie. Ma non possono vivere se c’è l’incertezza sul futuro, e questa è la ragione per cui si è assistito ad un forte sell off di azioni, materie prime, e altre attività rischiose e ad una folle corsa verso porti sicuri, come il debito del governo USA e il dollaro statunitense.
Mentre l’Europa cerca di capire cosa fare con il Fondo europeo di stabilità finanziaria, il mercato è sempre più stanco di aspettare una risposta, e come un bambino petulante, sta pestando i suoi piedi. Siamo diretti verso un’altra depressione? Ha ragione George Soros?