Mentre il mercato finanziario statunitense affronta le conseguenze del crac di alcuni dei suoi istituti bancari regionali, la finanza decentralizzata pare trascurare completamente la questione, festeggiando i fallimenti della finanza tradizionale come se fossero dei traguardi per la DeFi.
Ed è così che torna in vita il Wild West delle crypto con un ritorno di grande interesse nei confronti dei memecoin.
Criptovalute: cosa sta succedendo?
I volumi onchain sono sensibilmente aumentati, così come il numero di nuovi progetti che questo mese hanno scelto di listarsi sul mercato crypto. Online si sente parlare di altseason anche se, a dirla tutta, le altcoin non stanno guadagnando quote di mercato rispetto a Bitcoin. Piuttosto che di un «ritorno delle Altcoin», bisognerebbe parlare di un ritorno dell’interesse verso tutta la branca della finanza che tipicamente viene etichettata con lo pseudonimo di «memecoin», da molti conosciuta in maniera più volgare con il termine «sh*tcoin».
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Gli ultimi arrivati nel mondo decentralizzato hanno fatto parlare molto di sé: nel bel mezzo del panico causato dal fallimento di alcuni fra i più rinomati istituti bancari, i memecoin hanno registrato guadagni astronomici, fuori da ogni logica comune di mercato, rendendo ancora una volta qualche giovane e avventato teenager ricco.
In sintesi, mentre il prezzo di Bitcoin lottava per superare i $30.000 e quello di Ethereum i $2.000, alcuni token a bassissima capitalizzazione si sono resi oggetto di un’incredibile raccolta di capitale da parte degli operatori onchain.
La DeFi torna a puntare sui memecoin
Su Twitter, il popolo dei crypto-sostenitori si è diviso fra chi ama ritenersi un «massimalista» e chi invece si definisce solamente un «lupo» della DeFi. I primi supportano esclusivamente il valore, quindi Bitcoin, mentre i secondi seguono il trend. In quest’ultimo caso, l’innovazione è solo un pretesto per seguire le nuove ondate speculative.
Poco meno di uno, due mesi fa, il trend era l’AI e progetti come AGIX (SingularityNET) hanno registrato in poco tempo guadagni superiori al 1.000%, così come il resto dei token di realtà attive o ricollegabili al trend dell’intelligenza artificiale.
Adesso è il turno delle memecoin: a capo di questa corrente vi è PEPE, un progetto apparentemente privo di utilità, anche se in molti ogni giorno trovano un modo diverso per inventarsela. Il token PEPE, come gli altri suoi derivati (progetti con un nome simile), hanno registrato una crescita esponenziale della propria capitalizzazione, come se si trattasse della rivoluzione del momento quando di rivoluzionario non c’è assolutamente niente.
Queste notizie fanno rabbrividire gli esperti e ingelosire i trader che non hanno avuto la prontezza di cavalcare l’onda, come nel 2020-2021 per tutti quei progetti listati sul rinomato DEX di Binance pancakeswap, primi fra tutti Doge, Safemoon e Shiba Inu.