Covid e turismo: così il PIL mondiale perde $4 trilioni

Riccardo Lozzi

2 Luglio 2021 - 15:48

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Il PIL globale rischia di perdere almeno 4 trilioni di dollari nel biennio 2020-2021 a causa dell’impatto del Covid sul turismo. La situazione nel mondo e in Italia nel rapporto congiunto di UNWTO e UNCTAD.

Covid e turismo: così il PIL mondiale perde $4 trilioni

Il Covid-19 sta causando un impatto devastante sul turismo internazionale che potrebbe portare a una perdita di almeno 4 trilioni di dollari per il PIL mondiale nel biennio 2020-2021.

Solamente nel 2020, i danni diretti legati al crollo dei viaggi, con il coinvolgimento dei settori collegati, hanno portato a un passivo di circa 2,4 trilioni di dollari.

Un deficit simile, compreso tra 1,7 e 2,4 trilioni di dollari, potrebbe registrarsi anche nel 2021, nonostante per la seconda metà dell’anno in corso, con l’allentamento restrizioni adottate precedentemente in tutto il mondo, viene pronosticato un rimbalzo del turismo a livello globale

A rivelare questi dati drammatici è il rapporto pubblicato il 30 giugno congiuntamente dall’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) e dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (UNCTAD).

Covid e turismo, il PIL mondiale perde $4 trilioni

Il report presenta i tre scenari possibili per l’anno in corso, analizzando anche il ruolo delle differenti percentuali di somministrazione del farmaco anti-coronavirus nei vari Paesi del mondo e come questa difformità potrebbe provocare discrepanze sulla ripresa del turismo, a seconda dei diversi tassi di vaccinazione.

Il primo, e il più pessimistico, considera una riduzione del 75% del turismo internazionale, causando un calo delle entrate dirette di 948 miliardi di dollari, e un impatto sul PIL di 2,4 trilioni di dollari.

La seconda previsione è leggermente più ottimista e pronostica un calo complessivo del 63%, mentre nel terzo quadro vengono valutate le differenziazioni delle inoculazioni di vaccino già avvenute, le quali porterebbero a un abbassamento compreso tra il 75% e il 37%.

Il ruolo dei vaccini sulla ripresa del turismo

Le valutazioni dell’UNWTO e dell’UNCTAD tengono quindi conto dell’asimmetria della distribuzione del vaccino a livello globale, osservando come negli Stati a più alto reddito si arriva a un tasso di oltre il 60%, mentre nelle nazioni più povere si scende anche sotto l’1% della popolazione.

Questo scenario porterebbe a gravi effetti anche sul turismo, con il settore pronto a riprendersi più rapidamente in Paesi con alti tassi di vaccinazione, tra cui Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera e Stati Uniti. Nonostante tali aspettative, tuttavia, neanche in queste aree si arriverà ai livelli pre-Covid almeno fino al 2023.

Inoltre, come viene evidenziato nel documento pubblicato dalle due agenzie internazionali, la riduzione del turismo comporta un aumento della disoccupazione di lavoro non qualificato di una media globale del 5,5%, a discapito soprattutto di giovani e donne, più impiegati nel settore.

La situazione in Italia

Non sorprende quindi che le aree economiche più colpite siano l’Asia, in particolare nelle regioni ad alto tasso turistico del sud-est e del nord-est, l’Oceania e la zona dell’Africa settentrionale, mentre Nord America ed Europa occidentale, insieme ai Caraibi, risultano le zone meno danneggiate.

Nello specifico, in Italia, si è assistito nel 2020 a un calo del 61% rispetto al 2019 e, sempre in confronto allo stesso periodo, del 78% nei primi mesi del 2021, quando però le restrizioni per i viaggi erano molto dure e la campagna vaccinale era solamente all’inizio.

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