Coronavirus, aumentano i casi di sindrome del cuore spezzato: la scoperta dei medici

Alcuni studi hanno scoperto un aumento di casi di sindrome del cuore spezzato correlati al coronavirus. Cause, sintomi e cose da sapere.

Coronavirus, aumentano i casi di sindrome del cuore spezzato: la scoperta dei medici

Uno studio ha riscontrato un aumento significativo della sindrome del cuore spezzato in due ospedali americani tra pazienti ricoverati ma non positivi al coronavirus.

Ciò suggerisce quanto già dichiarato dagli scienziati, ovvero che le persone pagano un tributo fisico e psicologico per le conseguenze della pandemia. Questa sindrome si presenta come un infarto, anche se le cause e i rischi per la salute sono diversi. Ecco cosa hanno scoperto i medici.

Coronavirus: sindrome del cuore spezzato in aumento

I ricercatori della Cleveland Clinic hanno studiato 1914 pazienti in due ospedali dell’Ohio con problemi cardiaci presi in cura questa primavera confrontandoli con quelli con problemi simili negli ultimi due anni. I pazienti ricoverati durante il picco iniziale della pandemia sono risultati due volte più propensi a contrarre la sindrome del cuore spezzato, secondo lo studio pubblicato sulla rivista medica JAMA Network Open.

Lo studio ha concluso che l’aumento della sindrome era collegato probabilmente allo stress psicologico, sociale ed economico causato dalla pandemia e dall’introduzione di regole sociali mai viste prima d’ora (lockdown, distanziamento interpersonale…).

“La pandemia ha creato un ambiente parallelo che non è salutare”, ha detto il dott. Ankur Kalra, cardiologo e capo del team di ricerca. “La cardiomiopatia da stress è aumentata a causa dello stress che la pandemia ha creato”.

Il dott. John Horowitz, prof. emerito di cardiologia all’Università di Adelaide in Australia ed esperto di sindrome di Takotsubo, ha detto che l’ipotesi emersa dallo studio americano è plausibile, ma che presenta dei limiti.

L’esperto dice che bisognerà capire se i risultati della ricerca siano validi anche per altre parti del Paese e allargare il bacino di pazienti presi in esame. “I ricercatori hanno studiato solo i pazienti che hanno ricevuto cateterismo cardiaco, una procedura mini-invasiva con cui si cercano blocchi nelle arterie del cuore, escludendo tutti gli altri. È risaputo che i pazienti manifestino la sindrome del cuore spezzato nei periodi di stress estremo o in seguito a lutti, gravi incidenti o catastrofi naturali, ma non credo che tutti i casi analizzati nello studio siano davvero casi di Takotsubo”.

Sindrome del cuore spezzato: cos’è e sintomi

La cardiomiopatia di Takotsubo, spesso chiamata “sindrome del cuore spezzato”, si verifica quando i muscoli del cuore si indeboliscono, portando a dolore al torace e respiro corto. I sintomi sono indistinguibili da quelli di un infarto, ma innescati da eventi stressanti e non da ostruzioni dell’arteria coronaria. In rari casi questa condizione può essere mortale, e la maggior parte delle persone guarisce in pochi giorni o settimane senza riportare danni a lungo termine.

La causa precisa non è nota, ma gli esperti ritengono che l’aumento degli ormoni dello stress (ad esempio l’adrenalina) essenzialmente “stordisce” il cuore, innescando cambiamenti nelle cellule del muscolo cardiaco o nei vasi sanguigni coronarici (o entrambi) che impediscono al ventricolo sinistro di contrarsi in modo efficace. La sindrome del cuore spezzato si verifica più spesso nelle donne rispetto agli uomini, specialmente dopo la menopausa.

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