Congedo 104 per assistere disabili: si può chiedere per lo zio?

Il congedo straordinario serve per assistere un familiare con handicap grave in base alla legge 104 per un massimo di 2 anni. Ma a chi spetta di diritto?

Congedo 104 per assistere disabili: si può chiedere per lo zio?

Il congedo straordinario retribuito è un istituto regolato dalla legge 151 del 2001 e permette ai lavoratori dipendenti di assentarsi dal lavoro per un massimo di 24 mesi per assistere un familiare con handicap grave in base alla legge 104/1992 ricevendo un’indennità mensile pari agli elementi base dell’ultima retribuzione.

Per avere diritto al congedo, però, si deve seguire un ordine di priorità familiare vincolante che scala solo per mancanza, decesso o patologia invalidante del titolare.

Rispondiamo ad un lettore di Money.it che ci scrive:

“Salve, volevo chiedere chiarimenti riguardo il congedo biennale 104 per mio zio, io sono il nipote quindi parente di terzo grado
Volevo sapere se ne posso usufruire visto che i parenti di primo e secondo grado di mio zio hanno oltre 65 anni di età
Grazie ”.

Congedo straordinario per lo zio, è possibile?

Come abbiamo anticipato il diritto alla fruizione del congedo straordinario di 24 mesi è vincolata ad un ordine di priorità familiare ben preciso che vede come titolari del diritto, nell’ordine:

  • coniuge convivente
  • genitori anche non conviventi
  • figli conviventi
  • fratelli e sorelle conviventi
  • parenti e affini entro il terzo grado conviventi
  • figli non conviventi a patto che stabiliscano la convivenza con il genitore disabile prima di iniziare a fruire del congedo.

Non conta, quindi, l’età dell’avente diritto per far scalare l’ordine di priorità. Solo nel caso di patologia invalidante, mancanza o decesso del titolare del diritto lo stesso scala al parente successivo.

Nel suo caso, quindi, potrebbe fruire del congedo straordinario per suo zio solo a patto che nessuno dei parenti che la precedono sia convivente con lui (che non ci sia una moglie convivente, figli conviventi o fratelli e sorelle conviventi) e che lei abbia residenza (o dimora temporanea) con suo zio per potergli fornire le cure necessarie.

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