Dopo la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro negli USA (con un tasso di disoccupazione migliore delle attese al 9,7% rispetto al 9,8% stimato dagli analisti), gli investitori hanno reagito confermando il ritrovato interesse per gli asset rischiosi. A farne le spese è stato chiaramente lo Yen e, in maniera inferiore, il Dollaro USA. A seguito della pubblicazione dei dati di venerdì pomeriggio sono fioccati gli acquisti su Euro/Yen, Sterlina/Yen e sullo stesso Dollaro/Yen con la contemporanea forte ascesa delle Borse. Diventa molto interessante analizzare i summenzionati cross valutari in ottica di breve periodo, in quanto la speculazione contro lo Yen – sebbene siano da mettere in preventivo eventuali correzioni fisiologiche – potrebbe continuare almeno nei prossimi giorni con la stessa intensità delle ultime sedute della scorsa ottava. Il cambio Euro/Yen ha superato tutto di un fiato sia le resistenze di area 121,90-122 sia quelle di in area 122,60 spingendosi con una facilità disarmante fino a 123,30. Questo trend emergente rialzista dovrebbe avere un target di breve periodo verso 125-125,20. L’ideale sarebbe prendere posizione sulle correzioni oppure a seguito di rotture di livelli-chiave in prossimità dell’apertura delle Borse europee o di Wall Street.
Anche il cambio Sterlina/Yen – che ha raggiunto area 137 dai bottom di 132 del primo marzo – ha ancora un buon upside, sebbene sul daily chart sia piuttosto rilevante la resistenza (ex supporto) di area 138,20. Infine, anche il tasso di cambio Usd/Jpy – dopo il breakout delle resistenze di breve di 89,50 – dovrebbe avere ulteriori margini di crescita fino in area 92 prima e 93,70 poi.
Lo spauracchio resta soltanto la questione ancora irrisolta della crisi della Grecia, sebbene lo scorso giovedì sia stato collocato con successo un bond da 5 miliardi di euro. La Germania ha fatto sapere che non fornirà nemmeno un centesimo di euro al Paese ellenico. Se dalla BCE viene esclusa categoricamente la possibilità di un default della Grecia, alcuni hedge funds americani e britannici (con Soros in primis) sono sempre alla finestra pronti a sferrare un nuovo attacco alla valuta europea, rischiando di far cadere nuovamente nel panico il mondo finanziario con l’inasprirsi della crisi del debito pubblico in Grecia (senza contare il possibile effetto contagio verso altri Paesi europei in difficoltà).
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