Il possibile rallentamento della crescita cinese nel 2012 potrebbe frenare la corsa delle commodity currency, cioè tutte quelle valute particolarmente legate al trend delle materie prime quali il dollaro australiano, neozelandese e canadese. Il taglio delle stime di crescita del governo cinese al 7,5% dal 9,2% ha messo in crisi le valute delle nazioni che hanno importanti relazioni commerciali con Pechino. Il dollaro australiano è stata la valuta più colpita quest’oggi, insieme al dollaro neozelandese.
Il tasso di cambio Aud/Usd è sceso fino a 1.0655, cioè 200 pip in meno dei recenti top a 7 mesi toccati nella seduta di giovedì. Il dollaro australiano ha perso molto anche contro l’euro, tanto che il cambio Eur/Aud è salito fin sopra 1.24. In deciso ribasso anche il cambio Nzd/Usd, il cosiddetto “Kiwi”, che ha raggiunto l’area di supporto di 0.82. Male anche il dollaro canadese: il cambio Usd/Cad è tornato sopra 0.9950, mentre Eur/Cad è volato fino a 1.3160.
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