Commodity: il G20 potrebbe innescare risalita dei prezzi

Luca Fiore

26/11/2018

I fondamentali delle commodity sono troppo distanti dai prezzi: il G20 potrebbe innescare una risalita delle quotazioni. Parola dei «perma-bulls”, dei»rialzisti perenni”, di Goldman Sachs.

 Commodity: il G20 potrebbe innescare risalita dei prezzi

Minimi da un anno e mezzo per il Bloomberg Commodity Index. Già penalizzato dalle tensioni commerciali tra le prime due economie mondiali, il comparto delle materie prime nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con i timori relativi un eccesso di offerta di petrolio e con l’attesa di un rallentamento della crescita globale, che hanno invece penalizzato il comparto dei metalli industriali.

L’indice Bloomberg che misura l’andamento dei prezzi delle materie prime si è così spinto a livelli che non si vedevano dal maggio 2017 portando il saldo da inizio anno in rosso per oltre 8 punti percentuali.

+17% nei prossimi mesi

Gli analisti di Goldman Sachs ritengono che nei prossimi mesi potremmo assistere a un rialzo dei prezzi di circa 17 punti percentuali. Ad innescare la ripresa dei corsi delle risorse di base, continuano gli esperti del colosso statunitense, potrebbe essere il meeting del G20 che si terrà venerdì 30 novembre e sabato 1° dicembre a Buenos Aires.

“Alla luce dell’entità dello scostamento dei prezzi delle materie prime rispetto ai fondamentali, il petrolio ha recentemente raggiunto i metalli sotto il livello di produzione, riteniamo che le commodity offrano livelli di ingresso estremamente attraenti”. In particolare, sembrerebbe arrivato il momento di puntare sul rialzo “di petrolio, oro e metalli di base”, si legge nello studio.

“Numerose incertezze politiche che al momento penalizzano i mercati delle materie prime, hanno buone probabilità di essere risolte a Buenos Aires", rileva il team guidato da Jeffrey Currie. In particolare, dell’incontro potrebbero giovare le relazioni Stati Uniti-Cina e, come nel caso del meeting del G20 del 2016, “potrebbe arrivare chiarezza su un taglio potenziale da parte dell’Opec”.

Brent, oro e soia sono da acquistare

Per quanto riguarda il greggio, GS si attende un rimbalzo del Brent, sceso di oltre 20 punti percentuali nell’ultimo mese, innescato dai nuovi tagli all’output da parte del cartello dei produttori. Tra i preziosi, l’oro potrebbe beneficiare, grazie al suo status di asset difensivo, del rallentamento della crescita statunitense, mentre tra le commodity agricole gli esperti consigliano di acquistare semi di soia e di vendere granoturco.

Per queste, “l’importanza del G20 per i prezzi potrebbe essere pari a quella che normalmente rivestono le condizioni meteo estive”.

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