Come sfruttare la regola più potente dello swing trading

Comprare basso e vendere alto. In teoria sembra tutto facile, ma in pratica come si fa?

Come sfruttare la regola più potente dello swing trading

Mai sentito parlare di “buy on dips, sell the rallies”? E’ una delle massime dello swing trading, che in concreto vuol dire comprare basso e vendere alto. Fin qui tutto sembra logico. Nella pratica, però, come si mette concretamente in atto questa tattica operativa? Il primo step da compiere è analizzare la struttura del mercato, preferibilmente con un approccio top-down sui grafici (weekly-daily-4 ore). E’ un momento cruciale in quanto verranno stabiliti trend, segnali candlestick tipici della price action e livelli chiave del prezzo sui quali impostare l’operatività.

Mentre il segnale con le candele giapponesi rappresenta solo una “scusa” buona per entrare sul mercato partendo con un piccolo vantaggio competitivo rispetto a un’entrata random, l’identificazione del trend e dei price levels è davvero un aspetto fondamentale. Se si sbaglia qui, il trade potrebbe ben presto evidenziare grossi problemi e portare a una perdita. Individuare la bias del mercato ci consentirà di avere un’idea ben precisa dell’approccio da utilizzare: in sostanza, cercherò opportunità long o short?

La determinazione dei livelli è un aspetto ancor più importante. In questa fase non dobbiamo tracciare sul grafico tantissime linee orizzontali e oblique (trendlines), così da avere sotto controllo tutte le aree di supporto e resistenza presenti sul grafico di interesse negli ultimi mesi. Dobbiamo identificare solo due livelli chiave: uno di supporto e uno di resistenza, sui quali andremo a costruire l’entrata e l’uscita dal nostro swing trade! Non serve tracciare tutti i livelli!

Una volta determinata la struttura del mercato nel suo insieme, possiamo finalmente concentrarci sul piano di entrata. Bisogna riconoscere un tipico segnale di price action (rejection candle/pin bar, fakey’s, inside candles, doji indecision candle, etc.), magari accompagnato da un falso breakout, e specificare l’approccio che si vuole utilizzare per ottimizzare il rapporto rischio/rendimento (che deve essere almeno 1:2). Voglio impiegare un’entrata conservativa (con ordine buy/sell limit) o aggressiva (con ordine buy/sell stop)?

Il grafico mostrato in alto sull’indice azionario Dow Jones, time frame daily, ci mostra come potrebbe essere utilizzato correttamente il sistema di swing trading BUY LOW, SELL HIGH. Una volta determinate le condizioni tecniche del mercato, si passa all’individuazione del segnale. In questo caso abbiamo una netta pin fakey, sfruttata con un’entrata conservativa buy limit sullo swing level di brevissimo periodo. Lo stop loss è sotto il minimo della pin bar, il take profit sul livello di resistenza identificato dalla parte superiore del trading range.

Swing trading: comprare basso, vendere alto. Dalla teoria alla pratica.

Alla prossima pillola!

Nicola D’Antuono

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