Come proteggere il patrimonio familiare e aziendale: la gestione del passaggio generazionale

Per proteggere il patrimonio familiare e quello aziendale è fondamentale saper gestire in modo ottimale il passaggio generazionale, uno dei momenti più critici e delicati. Ecco come fare.

Come proteggere il patrimonio familiare e aziendale: la gestione del passaggio generazionale

Sia la protezione del capitale familiare che la longevità di un’azienda si basano inevitabilmente da una consapevolezza della continuità e dall’importanza delle sinergie tra generazioni. Infatti, per garantirsi un futuro favorevole e senza troppe ansie è necessario tutelare i due elementi basilari della nostra economia: la famiglia e l’azienda.

Proprio in virtù di questo le famiglie italiane devono iniziare a prendere dimestichezza con temi legati ai testamenti, patti di famiglia, trust e fondi patrimoniali, al fine di comprendere che vi è sempre una soluzione ad una specifica esigenza. È stato questo il tema analizzato nell’ultima conferenza della giornata conclusiva di questa Family Economy Week.

Il modello dei family office

Al fine di assicurare un passaggio generazionale ottimale è necessario che vi sia una buona educazione finanziaria e legale, spiega Cristina Rossello, avvocato patrimonialista. Ed è proprio questo il lavoro che svolgono i family office evoluti: insegnare queste nozioni già a partire dai bambini di 5 anni.

Con il passare del tempo diventa poi necessario comprendere la propensione di ogni componente della famiglia “proprio nell’ottica del passaggio generazionale futuro. Bisogna dunque conoscere bene la materia, c’è una complessità che va conosciuta a fondo proprio per gestire al meglio questa fase successoria nel tempo”.

Per gestire al meglio il patrimonio familiare è infatti necessario avere visione globale e far emergere gli obiettivi di vita di ciascun membro, solo a quel punto si potranno definire gli strumenti più adatti per raggiungerli. Durante tutto questo complesso processo è necessario un lavoro di team al fine di soddisfare le esigenze del cliente, spiega il Consigliere nel Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC).

L’importanza della consulenza integrata

Per garantire il patrimonio di un cliente è necessario un team di consulenza integrata composto da professionisti in grado di gestire ogni aspetto, sia quelli finanziari che quelli non finanziari, “serve il consulente finanziario, il private banker, ma ci vuole anche l’avvocato patrimonialista, l’esperto di fiscalità, il notaio. Sono tutte figure utili per gestire il patrimonio del cliente”, precisa Christian Lamonaca, International Tax Planner di SiLaw Tax&Legal.

Data la criticità del momento è importante avere la consapevolezza “di ciò che sta succedendo e di quali strumenti adottare per far fronte a questa situazione di emergenza. Il lato economico è quello che fa più effetto, anche se non è l’unico a doverci preoccupare. Per questo è necessario farsi guidare e affiancare da professionisti in grado di trovare le soluzioni patrimoniali più adatte per ognuno”, aggiunge Carmelo Ferraro, Direttore generale dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

L’impatto della pandemia

L’epidemia ha avuto un pesante effetto anche sul patrimonio, facendo aumentare il numero delle famiglie con difficoltà economiche che è passato dal 46% in era pre-COVID al 58%, aggiunge Umberto Guidoni, Direttore Business di ANIA: “Oggi le famiglie perdono la fiducia nell’andamento positivo dell’economia e nell’insicurezza si rileva un aumento della propensione al risparmio con un passaggio dal 10% al 18%. Nonostante il crollo generalizzato il mercato delle polizze è cresciuto anche recentemente. Il risparmio assicurativo è considerato un approdo sicuro, come dimostra la crescita costante registrata negli ultimi anni”.

Il boom dei testamenti

In Italia esistono principalmente tre tipi di testamento: quello olografo, quello pubblico con atto notarile, e quello segreto, spiega Michele Labriola, Consigliere Nazionale del Notariato. A partire dal 2018 si è assistito ad un vero e proprio boom di testamenti: “Nel 2018 sono stati redatti 120mila testamenti. Dunque si tratta di un trend in aumento, visto che nel 2017 erano stati 75mila. Il 12% delle successioni viene regolata dal testamento. Uno strumento duttile, flessibile, elastico che consente di contenere al suo interno diverse disposizioni”.

L’importanza del passaggio generazionale

Altro tema cruciale sorto all’interno della tavola rotonda è quello dello sviluppo sostenibile, analizzato da Alberto Saravalle, Professore di Diritto dell’Unione Europea nell’Università di Padova.

Sostenibilità dovrebbe anche significare continuità dell’impresa e questo non riguarda solo l’imprenditore, ma anche l’interesse dei dipendenti, dei fornitori e della comunità. Meno di tre imprese su dieci arrivano alla terza generazione”, spiega Saravalle, precisando che il motivo del fallimento dipende da un lato dalle dimensioni troppo piccole delle aziende italiane, spesso troppo piccole, e non in grado di andare incontro all’innovazione e all’investimento. Dall’altro invece perché viene trascurato il passaggio generazionale: “Ci sono gli strumenti per i passaggi generazionali ma ci sono molte zone d’ombra dal punto di vista legislativo, il legislatore dovrebbe farsene carico intervenendo con buoni strumenti che lo favoriscano”. Andrea Arnone, Responsabile Financial Advisors di EFG Bank, precisa che:

“Il passaggio generazionale è uno dei momenti più critici e delicati per una famiglia, va quindi gestito in modo appropriato e deve essere un vero e proprio processo di pianificazione. La pianificazione finanziaria non può essere frutto di improvvisazione, ogni persona coinvolta deve poter fare la propria parte ma senza prevaricare, è necessaria una figura di regia e il private banker potrebbe essere quella persona in grado di gestire le situazioni più critiche in modo imparziale lasciando sempre i famigliari al centro delle scelte”.

In collaborazione con Fidelity International

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