Come si mette in regola un lavoratore straniero?

Qual è la procedura da seguire per mettere in regola un lavoratore straniero? Ecco cosa prevede la legge e le varie fasi che il datore di lavoro dovrà seguire per l’assunzione.

Come si mette in regola un lavoratore straniero?

Mettere in regola un lavoratore straniero: cerchiamo di capire come fare e qual è la legge italiana che regola l’ingresso e il rapporto di lavoro dei cittadini extracomunitari.

Le fasi che un datore di lavoro deve seguire per mettere in regola un lavoratore straniero sono diverse se si tratta di lavoratori già residenti in Italia oppure ancora residenti all’estero in un Paese extracomunitario.

Vediamo quindi quali sono le prime cose che il datore di lavoro dovrà fare per assumere un lavoratore straniero non comunitario.

Mettere in regola un lavoratore straniero: cosa prevede la legislazione italiana

Il Decreto legislativo n.286 del 25 luglio 1998, meglio conosciuto come “Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, regola l’ingresso e il rapporto di lavoro dei cittadini extracomunitari.

Le procedure per entrare a far parte del mondo del lavoro in Italia per i lavoratori stranieri sono diverse a seconda del fatto che questi ultimi risultino residenti in Italia o all’estero.

Cerchiamo dunque ora di capire quali sono i diversi iter procedurali da percorrere per entrare a far parte del mondo del lavoro in Italia per gli stranieri che risultano già residenti nella penisola italiana e per quelli che invece risultano ancora residenti all’estero.

Mettere in regola un lavoratore straniero: cosa fare se il lavoratore è già residente in Italia?

Per assumere lavoratori extracomunitari regolarmente soggiornanti in Italia, ed in possesso del permesso di soggiorno, il datore di lavoro deve inviare al Centro per l’impiego del luogo dove è ubicata la sede di lavoro, entro 24 ore del giorno precedente all’assunzione, il modello UNILAV di comunicazione obbligatoria di assunzione.

Con l’invio di questo modello, che deve avvenire esclusivamente per via telematica, il datore di lavoro assolve contemporaneamente tutti gli obblighi di comunicazione: all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS), all’Istituto Nazionale per le Assicurazioni e Infortuni sul Lavoro (INAIL), e alle altre forme previdenziali sostitutive o esclusive, nonché alla Prefettura.

Nel modello sono contenuti gli impegni, precedentemente previsti nel modello Q, cui il datore di lavoro è tenuto ai sensi del testo Unico sull’immigrazione, ovvero al pagamento delle spese per l’eventuale ritorno in patria dello straniero nel caso di un rimpatrio forzato e all’indicazione della sistemazione alloggiativa dello straniero.

Anche in caso di rapporto di lavoro domestico, la comunicazione effettuata all’INPS è ora valida ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di presentazione del vecchio modello Q.

Per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro lo straniero dovrà produrre una copia del modello UNILAV.

Durante questa fase, il cittadino straniero, in possesso della ricevuta postale attestante la richiesta del rinnovo, può continuare ad esercitare l’attività lavorativa.

Mettere in regola un lavoratore straniero: cosa fare se il lavoratore straniero è ancora residente all’estero?

Per assumere un lavoratore straniero che risulta essere ancora residente all’estero il datore di lavoro deve presentare, per via telematica, la domanda di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione della provincia di residenza o di quella in cui ha sede legale l’impresa o di quella ove avrà luogo la prestazione lavorativa.

È necessario inoltre documentare e certificare l’esistenza di un’idonea sistemazione alloggiativa per il lavoratore straniero, secondo le regole previste dalle leggi di ciascuna Regione.

Le domande potranno però essere presentate solo dopo la pubblicazione del cosiddetto decreto flussi con il quale il Governo fissa ogni anno le quote massime di stranieri extracomunitari che possono entrare in Italia per motivi di lavoro subordinato.

Le quote vengono distinte per nazionalità dei lavoratori e per tipologia lavorativa.

Dopo la verifica della corrispondenza della domanda il datore di lavoro verrà convocato per la consegna del nulla osta e per la firma del contratto di lavoro.

Arrivati a questo punto il lavoratore straniero dovrà chiedere all’autorità consolare italiana nel suo Paese di residenza il rilascio del visto d’ingresso. Successivamente, entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, dovrà recarsi presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione per presentare la domanda di permesso di soggiorno.

Per ulteriori informazioni si invitano i lettori a consultare il sito del ministero dell’Interno nella sezione “Prima assunzione dei lavoratori stranieri”.

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