Come le agenzie di rating influenzano il Forex - PARTE PRIMA

Nicola D’Antuono

10 Maggio 2010 - 19:58

Come le agenzie di rating influenzano il Forex - PARTE PRIMA

La crisi del debito sovrano greco e i timori per un contagio agli altri Paesi europei hanno fatto emergere dibattiti molto accesi sulle modalità di valutazione delle agenzie di rating internazionali e sul timing dei loro giudizi. C’è addirittura chi pensa che queste agenzie siano in combutta con i grandi speculatori (gli hedge funds, tanto per intenderci... ndr), diventando una leva nelle grandi operazioni di finanza applicata al mercato dei cambi. Ma bisogna davvero pensare alle agenzie di rating come “grandi alleati” di istituzioni di stampo massonico (come il Soros Fund Management?) in grado di tessere la tela delle loro manipolazioni da qualche angolo misterioso del pianeta, approfittando dei farraginosi meccanismi strutturali di un’area economica? La realtà mostra innanzitutto che le agenzie si accorgono di ciò che succede solo quando gli eventi si manifestano. Insomma, sono quasi sempre in ritardo, venendo meno alla funzione di avvertire gli investitori che uno strumento finanziario potrebbe diventare ben presto più rischioso. Il guru dei mercati obbligazionari Bill Gross paragona le agenzie di rating a “soggetti autistici con facoltà superiori nella matematica ma con nessuna idea su come farne un buon uso”. Gross suggerisce agli investitori di affidarsi più al buon senso, lasciando questi rating “tardivi” a chi ha bisogno di giustificare la qualità dei loro portafogli. A noi, piccoli trader privati, interessa soprattutto capire quali effetti può provocare la revisione di un giudizio sul debito sovrano e come poterne trarre vantaggio. Partiamo con ordine e cerchiamo innanzitutto di fare chiarezza sulla loro funzione.

Le agenzie di rating internazionali, nate all’inizio del Novecento, svolgono diverse attività di consulenza. Tra queste una delle più importanti è quella del rating che è diventato obbligatorio per chi emette obbligazioni, a seguito della crisi del ’29 e della conseguente perdita di credibilità delle società emittenti. Si tratta di un giudizio, un’opinione, sulla capacità di un’azienda, di uno Stato o di un ente sovranazionale di pagare i propri debiti, ma non è assolutamente una certificazione. Le più note e ascoltate agenzie di rating sono Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch.

Queste agenzie, attraverso una complessa procedura interna di valutazione effettuata da un team di analisti finanziari accreditati, perviene all’attribuzione di un giudizio di merito di credito che viene pubblicato sul proprio sito e successivamente comunicato ai principali circuiti informativi internazionali (Reuters, Bloomberg, ecc.) e alla stampa specializzata. I giudizi vengono espressi utilizzando una scala alfabetica. La tripla A indica il massimo grado di solvibilità di una società. Con la tripla B siamo ancora a un livello di investment grade, cioè di un investimento relativamente sicuro e intaccabile solo in avverse situazioni. I rating inferiori alla tripla B diventano speculative, per cui gli investitori richiederanno un premio maggiore (tassi di rendimento più elevati) per i loro investimenti. Moodys’ nelle sue valutazioni non scende sotto il livello di C, che considera come “junk” (spazzatura), mentre S&P nella sua scala prevede la presenza anche della lettera D che identifica uno stato di default.