Come aprire un Burger King in franchising: guida pratica per avere successo

Claudio Garau

7 Dicembre 2021 - 12:21

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Aprire un Burger King in franchising è un obiettivo in grado di garantire guadagni consistenti nel medio-lungo periodo, ma per avere successo occorrono doti imprenditoriali e investimenti importanti.

Come aprire un Burger King in franchising: guida pratica per avere successo

Burger King è uno dei principali antagonisti della nota catena Mc Donald’s ed è presente nel mondo della ristorazione da molti decenni. Oggi in Italia non è affatto raro imbattersi in uno di questi fast food: basta girare per le vie del centro di qualche grande città, per trovarne uno con facilità.

Adatti per pranzi e cene con amici e per un break veloce durante la pausa di lavoro, i ristoranti Burger King non offrono soltanto un menù variegato a tutti coloro che si siedono al tavolo, ma rappresentano altresì un’opportunità di investimento, per tutti coloro che hanno una mentalità imprenditoriale.

Come fare ad aprire un Burger King in franchising? Quali sono i fattori e i requisiti da considerare? Qual è l’iter previsto dalla catena? Scopriamolo di seguito, in questa sintetica guida pratica.

Come aprire un Burger King in franchising: il contesto di riferimento

Prima di vedere da vicino quali sono gli step finalizzati alla gestione di uno di questi ristoranti, ecco qualche cenno alle origine della catena. È il 4 dicembre 1954, quando a Miami James McLamore e David Edgerton aprono il primo Burger King.

Nel corso del tempo, la catena di espande e nel giro di pochi decenni, troviamo ristoranti Burger King anche in Porto Rico, in Canada e in Europa. Nel 1975 il debutto in Spagna a Madrid e solo 24 anni dopo in Italia a Milano, nel 1999. Oggi è presente un Burger King pure in Bolivia nella capitale La Paz, a 3500 metri di altezza. E vi sono ristoranti della catena americana in Cina e Russia.

Come indicato nel sito web ufficiale della catena: “11 milioni di persone visitano ogni giorno i nostri ristoranti. Il Whopper è stato richiesto più di due miliardi di volte, diventando così il più popolare del mondo”. Quest’ultimo è il più noto hamburger venduto in Burger King, vero e proprio fiore all’occhiello della catena.

L’espansione di Burger King è avvenuta in modo piuttosto rapido. Già 12 anni dopo dalla nascita del primo ristorante, i proprietari hanno effettuato il loro primo franchising, un ristorante che ha aperto alle Bahamas.

Per quanto riguarda l’Italia, nel 2006, ossia 15 anni dopo l’apertura del primo ristorante, la catena Burger King ha celebrato l’apertura del centesimo ristorante nella penisola. Da alcuni anni l’azienda ha scelto di investire in modo massiccio nel nostro paese, con un piano di espansione ad hoc, e tramite l’inaugurazione di nuovi ristoranti a gestione diretta, che vanno a sommarsi alle aperture in franchising. In totale oggi i ristoranti nel nostro paese sono più di 175, ecco perché si può certamente affermare che la catena sia una delle principali antagoniste di Mc Donald’s.

Come aprire un Burger King in franchising: il profilo e il ruolo del candidato franchisee

Il successo della formula di questa nota catena è legato, da sempre, al ruolo strategico dei franchisee, vale a dire imprenditori che scommettono sul modello di sviluppo in franchising, unendo la propria crescita professionale e ritorno economico a quella della stessa azienda. Si tratta insomma di una sinergia, nella quale l’imprenditore con doti di leadership, capacità manageriali e di gestione del personale, senso di responsabilità e attenzione alle direttive aziendali, potrà sicuramente dire la sua e affermarsi nel settore della ristorazione.

D’altronde, come indicato nel sito web ufficiale, Burger King ricerca “persone che abbiano un background manageriale o imprenditoriale, non necessariamente nella ristorazione, vogliose di intraprendere un percorso imprenditoriale comune. La disponibilità economica iniziale è importante ma non fondamentale: ciò che è realmente decisiva è la motivazione, la capacità di lavorare con persone competenti, in una cornice aziendale strutturata”.

Il franchising, ossia l’affiliazione commerciale, per Burger King rappresenta un modo sicuro, rapido ed efficace di fare impresa. E i suoi risultati a livello globale, lo confermano. Con il franchising, l’imprenditore sfrutta il supporto della casa madre (franchisor), sul piano dell’expertise, know-how e consulenza commerciale. Tutto ciò al fine di gestire al meglio il ristorante.

Come aprire un Burger King in franchising: il supporto offerto dall’azienda

Da parte sua, la catena Burger King è in grado di offrire una serie di agevolazioni ai soggetti individuati come adatti nel ruolo di franchisee. Infatti, ai propri partner in franchising garantisce:

  • la presenza di uno staff capace di supportare in tutte le fasi di apertura di un nuovo ristorante, dal set up, al sostegno delle vendite, al controllo dei conti;
  • i migliori architetti e progettisti;
  • una ampia e dettagliata formazione aziendale e professionale;
  • innovazioni di prodotto e tecnologiche in modo continuativo;
  • una filiera di fornitori nazionali e internazionali, in grado di offrire il miglior rapporto qualità/prezzo rispettando i più elevati standard.

Ciò che va rimarcato è che dall’affiliazione all’apertura del primo punto vendita, Burger King segue l’affiliato e si occupa della sua formazione e di quella dei suoi manager, senza alcun costo. La formazione avviene in aula, via pc e sul campo. Non solo. Dopo l’apertura del primo ristorante, uno specialista operativo ad hoc rimane a disposizione dell’affiliato per consulenza e supporto.

Alla luce di quanto segnalato finora, non deve stupire che le procedure siano altresì rilevantissime: ciascuna azione all’interno della cucina e del ristorante è standardizzata ed è ideata per essere la più efficiente possibile. L’obiettivo finale deve essere sempre la soddisfazione del cliente, e dunque la sua fidelizzazione.

Ovviamente, Burger King offre la propria consulenza anche per quanto attiene alla gestione del conto economico del ristorante nella suo complesso. Riunioni frequenti, incontri faccia a faccia, workshops tematici e un contatto duraturo nel tempo, sono soltanto alcune delle attività di accompagnamento dell’imprenditore.

Come aprire un Burger King in franchising: i format e la ricerca della location

La ricerca della location rappresenta un iter molto significativo e delicato, soprattutto laddove si tratti del primo ristorante di un nuovo franchisee.

In particolare, la location nella quale aprire il nuovo Burger King:

  • può essere proposta dal franchisee, in virtù della sua conoscenza del territorio e delle sue intuizioni per un investimento vantaggioso;
  • oppure può essere suggerita dal dipartimento di sviluppo di Burger King, che a questo fine sfrutta evoluti strumenti di ricerca e analisi.

Comunque, nulla è mai lasciato al caso. Ogni nuova location deve essere approvata da una commissione interna, che considera la bontà e valuta il progetto sulla scorta di più parametri.

Tra i fattori di valutazione di maggior peso strategico, c’è il tipo di ristorante, ossia il cd. ’format’. Infatti, i ristoranti Burger King possono avere più formati, caratteristiche e dimensioni. In linea generale, si suddividono in tre tipologie:

  • Freestanding/Standalone: si tratta di un immobile su un terreno fuori città, libero su tutti i 4 lati, che ha tutte le peculiarità di un ristorante Burger King, ossia ad esempio a corsia drive. Si trova solitamente presso un asse viario molto trafficato.
  • Foodcourt: è il ristorante che si trova tipicamente nel centro commerciale. In questa ipotesi il bancone affaccia direttamente sull’area di somministrazione comune alle altre ristorazioni.
  • Inline: sono i ristoranti Burger King che si possono notare nei centri città. La loro peculiarità è che sono molto visibili perché frequentemente collocati in aree ad elevata percorrenza pedonale e veicolare.

La scelta azzeccata del format è fondamentale laddove si pensi concretamente di aprire un Burger King in franchising. Inoltre, ogni format è diverso in quanto a livello d’investimento, di fatturato, orari d’apertura e tipologia della clientela.

Ecco perché non deve affatto stupire che, per minimizzare il rischio imprenditoriale, l’azienda svolga assieme all’affiliato delle analisi sui bacini d’utenza, sui flussi pedonali e di mezzi di trasporto e su tanto altro. Ciò infatti permette di fare una stima piuttosto accurata del conto economico in gioco. Ma l’ultima parola spetta allo staff di Burger King, il quale ovviamente propende sempre per la messa a frutto dell’investimento dell’affiliato, con cui mettere in atto una partnership sostenibile e proficua sul lungo periodo.

L’investimento iniziale è dunque un’altra variabile molto importante, che dipende dal format e dall’immobile prescelto: può oscillare tra 600.000 e 1 milione di euro circa.

Come aprire un Burger King: i 4 step fondamentali

Tenendo ben presente quanto detto finora, vediamo in sintesi qual è l’iter per aprire un ristorante Burger King. Ecco i passaggi:

  • processo di affiliazione: è il primo passo per diventare un franchisee di Burger King. All’inizio l’azienda incontra il potenziale franchisee nell’ambito di alcune sessioni per conoscersi meglio. In questi colloqui la catena valuterà con favore aspetti quali energia, positività, voglia di lavorare in team e spirito imprenditoriale. Anche precedenti esperienze manageriali sono considerate con attenzione.
  • laddove i primi incontri abbiano buon esito, è avviato un iter di verifica della candidatura, che prende il nome di «Background Check». Si tratta di una fase molto importante, infatti una società esterna specializzata ed autonoma compie una verifica, della durata di un mese, di natura giudiziale, professionale e reputazionale sul candidato. Alla fine dell’iter è redatto un dossier, che se include un giudizio positivo, consentirà al candidato di ottenere il contratto di franchising.

In particolare quest’ultimo va da 10 a 20 anni e di solito ha durata pari a quella del contratto immobiliare.

La catena impone un capitale di partenza almeno pari al 40% dell’investimento totale necessario. Inoltre sono previste:

  • una fee ingresso di 3.000 euro una tantum per ogni anno di durata del contratto;
  • fees mensili pari all’11% del fatturato (6% di royalties per l’uso del marchio e per tutti i servizi resi al franchisee; 5% per un fondo pubblicità comune a favore di tutti i ristoranti).

Concludendo, ricordiamo che è possibile fare domanda per l’apertura di un Burger King in franchising, attraverso un apposito form online, in cui indicare i propri dati personali e le proprie disponibilità finanziarie. Ovviamente in esso andrà allegato anche il proprio CV aggiornato.

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