Colloquio di lavoro: consigli utili e suggerimenti

Come superare un colloquio di lavoro? Quali sono gli elementi che ne determinano il successo? Ecco i consigli utili per affrontarlo al meglio

Quando si deve sostenere un colloquio di lavoro tutti hanno i loro accorgimenti: dall’abbigliamento formale alla puntualità, dall’attenzione alle domande che vengono poste a quella nel dare la risposta migliore, cercando di capire quella attesa dai nostri selezionatori.

Tutte queste cose sono sufficienti per superare il colloquio?

In realtà le variabili in gioco in qualsiasi colloquio sono molte, vediamo insieme quali sono e passiamo poi a qualche utile suggerimento pratico.

Le variabili in gioco in un colloquio di lavoro

Diciamolo subito: non tutte le variabili in gioco sono sotto il nostro controllo e di conseguenza una certa dose di «fattore C» è sempre importante.

Diverse ricerche statistiche hanno individuato alcuni elementi che influenzano le probabilità di concludere un colloquio con successo. Probabilmente nessuna di queste è più importante dell’effettiva preparazione e attitudine a coprire la posizione aperta presso l’azienda, tuttavia si tratta di una serie di fattori secondari che possono avere il loro peso in un colloquio di lavoro e che può quindi essere utile conoscere.

L’ultimo punto in particolare può fare la differenza tra due candidati ugualmente preparati.

L’orario del colloquio
Pare che il momento migliore per avere un colloquio sia il martedì alle 10.30 perché le persone sono più produttive e, vista la tarda mattinata, il vostro intervistatore avrà avuto il tempo di controllare le email, prendere un caffè e prepararsi per il vostro arrivo, dedicandovi la giusta attenzione. Gli orari da evitare? Prima e dopo pranzo e prima della fine della giornata o della settimana di lavoro;

Il tempo
I ricercatori dell’università di Toronto hanno riscontrato che nelle giornate di sole si hanno più probabilità di ottenere una valutazione migliore rispetto alle giornate piovose;

il vostro rivale ha il colloquio lo stesso giorno?
Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Psychological Science la valutazione di un individuo dipende anche dalla valutazione dell’altro candidato alla posizione visto che nei selezionatori potrebbero crearsi dei pregiudizi contro coloro che si presentano nei giorni di candidati particolarmente forti;

Ti senti sicuro/a di te?
Ti sembra di avere la capacità di riuscire ad influenzare gli altri? Se no, Amy Cuddy, prof. di Harvard, suggerisce, due minuti prima del colloquio, di provare la «posizione di potere» e di lavorare sulla chimica del corpo: schiena dritta, braccia e gomiti fuori e mento sollevato. Tra le altre cose ciò aumenterà i livelli di testosterone, con il risultato di sentirsi più sicuri, potenti e assertivi;

Sei narcisista?
Allo stesso modo i narcisisti, essendo molto sicuri di sè e tendenti all’autopromozione, riusciranno ad ottenere con più facilità una valutazione migliore;

Come ti poni con il/la receptionist?
Molti selezionatori potrebbero informarsi del vostro comportamento e della vostra cordialità riscontrata prima e dopo il colloquio;

Il caffè
Se vi offrono un caffè, declinate gentilmente l’invito e chiedete dell’acqua, molti selezionatori potrebbero spazientirsi nell’attesa (soprattutto se a farvelo devono essere proprio loro);

Il colore del vestito
Secondo 2.099 responsabili delle assunzioni e dei professionisti delle risorse umane che hanno partecipato a un sondaggio CareerBuilder, il blu e il nero sono i colori migliori da indossare per un colloquio di lavoro, mentre l’arancione è il peggiore. Infatti «colori conservatori», come il nero, il blu, il grigio e il marrone, sembrano essere la scommessa vincente quando si incontra qualcuno per la prima volta in un ambiente professionale, mentre i colori che segnalano maggiore creatività, come l’arancione, potrebbero essere troppo forti per un colloqui. E il rosso? E’ un colore potente, che potrebbe eclissare il vostro intervistatore;

Quando sedersi? Aspettate che il vostro intervistatore si sia seduto per primo e poi sedetevi con grazia e sicurezza, occupando tutto lo spazio a disposizione;

Età dell’intervistatore
Ogni generazione reagisce e giudica in base a valori differenti, avendo la possibilità di stabilire, in maniera indicativa, l’età del vostro intervistatore, comportatevi di conseguenza;

Il contatto visivo
Rispondi alla domanda guardando inizialmente negli occhi di chi te l’ha posta, dopodiché puoi stabilire un contatto visivo casuale e morbido con ciascuno degli altri intervistatori, concludendo il discorso restituendo il contatto visivo alla persona che vi aveva fatto la domanda;

Le mani
Mostrare i palmi delle mani indica sincerità, mentre tenerli verso il basso è sintomo di dominazione e di sicurezza. Nasconderli indica la volontà di tener celato qualcosa e mettersi a braccia conserte è un segno da evitare perché indica chiusura. Tenete a mente questi piccoli gesti perché di fronte a voi potreste avere qualcuno che conosce molto bene la gestualità del corpo;

Le domande
Non basta rispondere a tutte le domande in maniera brillante, è altresì importante avere domande intelligenti da porre, domande che siano relative a quel che potete fare voi per l’azienda e non vice versa.
Per esempio può essere utile domandare:

  • Che tipi di problema l’azienda deve affrontare in questo momento?
  • Che tipo di lavoratore tende ad avere successo qui?
  • Quali sono le qualità più importanti da avere?

I più attenti si renderanno conto che si tratta di domanda che sarebbe bene porsi prima di candidarsi per un’opportunità di lavoro. In troppi si candidano quasi «a casaccio» senza porsi il problema di cosa dovranno andare a fare di utile per l’azienda che li assumerà. Insomma si pensa troppo spesso di dover «occupare un posto di lavoro» piuttosto che di dover «svolgere un lavoro».

Mettersi nella predisposizione verso il secondo modo di stare in azienda (non solo nel colloquio ma poi anche sul lavoro) aumenterà esponenzialmente le possibilità di successo nel colloquio e poi quelle di fare carriera una volta entrati.

Fare le domande non deve essere un escamotage ma un comportamento sinceramente motivato.

Diversamente, il colloquio rischierà di andar male e finirete per prendervela, ancora una volta, con il mondo del lavoro che non riesce proprio a capire le vostre immense qualità.

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