Cina: paladina contro la crisi? Da sola non può salvare la zona euro

Nadia Fusar Poli

22/09/2011

Cina: paladina contro la crisi? Da sola non può salvare la zona euro

CINA , ZONA EURO. Le voci sono uscite la scorsa settimana, più o meno mentre i funzionari cinesi discutevano dei loro piani di acquisto del debito italiano. La Cina potrebbe intensificare il gioco e, nei panni di supereroe, salvare la zona euro dalla sua crisi del debito.

La notizia ha suscitato eccitazione. Dopo tutto, la Cina aveva già aiutato l’Europa, quando comprò obbligazioni del salvataggio portoghese, ed ha costantemente dimostrato il suo sostegno alla regione.

Tuttavia, alla luce dei fatti, potrebbe non rivelarsi altro che una montatura giornalistica. La Cina da sola non potrà risolvere i problemi di solvibilità della zona euro.

Ma prima di capire perché , si dia un’occhiata alle ragioni per cui la Cina potrebbe ancora considerare l’opportunità di aiutare la zona euro. Per prima cosa sarebbe opportuno rispondere alla domanda: Quali sarebbero i vantaggi per la Cina?

Motivo 1: La zona euro è il maggior partner commerciale della Cina

La zona euro rappresenta circa il 20% del flusso delle esportazioni della Cina, una quota leggermente superiore a quella degli USA. Ciò significa che la Cina deve fare in modo che la domanda da parte della zona euro non vacilli, dato che i vantaggi che ne deriverebbero non sarebbero solo in termini di PIL, ma anche di occupazione domestica. Si stima infatti che ogni perdita dell’ 1% del PIL nella zona euro porta ad una diminuzione del 6-7% nella crescita delle esportazioni della Cina.

Motivo 2: La Cina ha notevoli investimenti nella zona euro

Tra un quinto e un quarto circa (o 480-600 miliardi di euro) dell’ammontare totale delle riserve cinesi in valuta estera è in euro. Inoltre, la Cina ha acquistato circa il 6% della prima emissione di obbligazioni EFSF.

Infine, la Cina dispone di 7 miliardi di euro nella zona euro in FDI, investimenti diretti esteri. Gli FDI si riferiscono all’acquisizione o costruzione di strutture fisiche da parte di una ditta da un paese (Cina) in un altro paese o regione (zona euro).

Giungendo al dunque: perché la Cina non sarà in grado di fare il salvatore della zona euro?

Prima di tutto, ci vorranno circa 730 miliardi di euro per rifinanziare le nazioni PIIGS. Certo, la Cina ha in deposito ben 3.000 miliardi di dollari in riserve estere, ma sono accumulate in strumenti finanziari di debito a lungo termine.
Tre quinti delle sue riserve sono in dollari, un quinto in euro, mentre il resto in altre valute. Si tratta di attività che non possono essere toccate perché non possono essere facilmente liquidate.

L’unica cosa veramente fattibile per la Cina è incrementare la quota di strumenti finanziari in euro detenuta nel proprio portafoglio, accelerando il passo della diversificazione delle sue riserve in valuta estera. Ma anche se la Cina riuscisse ad aumentare la quota di patrimonio in euro nella sua riserva - a un realistico 30% per esempio – questo significherebbe solo circa 150 miliardi di euro in finanziamenti. Chiaramente, questo non può essere sufficiente. La realtà è che le tasche della Cina non sono realmente così profonde come si crede. Il Paese Non ha abbastanza denaro per darne alla zona euro e mantenere a galla la regione tra le sue crisi del debito.

Inoltre, anche se la Cina avesse denaro sufficiente per salvare l’intera zona euro, correrebbe realmente il rischio? Date tutte le incertezze del mercato, l’impegno sembra essere troppo gravoso e l’onere toppo alto, anche per per un gigante economico come la Cina.

Tradotto da Nadia Fusar Poli per forexinfo.it

Fonte: babypips.com