La Cina ha accettato di permettere che le banche estere aumentino le loro partecipazioni in società di intermediazione mobiliare del gigante asiatico a un massimo del 49%. La mossa di Pechino potrebbe rafforzare i mercati dei capitali del paese: questo è quanto ha dichiarato un funzionario Usa.
La Cina prevede inoltre di permettere agli investitori stranieri la costituzione di joint venture nel commercio delle materie prime e di future finanziarie, ha dichiarato oggi il funzionario statunitense, parlando con i giornalisti in condizione di anonimato, dal momento che i due paesi stanno portando avanti dei colloqui a Pechino. La proprietà delle banche estere nelle società di intermediazione mobiliare è attualmente limitata al 33%.
Morgan Stanley e JPMorgan Chase & Co. (JPM) sono tra le banche statunitensi che potrebbero ottenere un maggiore controllo sulle operazioni in Cina, che è attualmente il secondo più grande mercato per vendite di azioni nel 2011 dopo gli Stati Uniti: questo è quanto viene segnalato da alcuni dati compilati da Bloomberg. Goldman Sachs Group Inc. (GS) e UBS AG (UBSN) sono invece le uniche imprese straniere ad avere attualmente il controllo di gestione sulle loro imprese locali.
«Questo è un gesto forte da parte dei responsabili politici della Cina per aprire ulteriormente i propri mercati finanziari», ha dichiarato Hong Jinping, un analista di Shenzen alla China Merchants Securities Co.
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