Chi è Hermes Ferrari, lo “sciamano italiano” che ha dato la testata a un uomo

Elisa Corpolongo

25/06/2021

25/06/2021 - 20:35

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Chi è Hermes Ferrari, lo “sciamano italiano” che ha dato la testata a un uomo in un centro commerciale dopo essere stato invitato a indossare la mascherina?

Chi è Hermes Ferrari, lo “sciamano italiano” che ha dato la testata a un uomo

L’aggressione, che è stata documentata da un video dal cellulare dei passanti in maniera integrale, è scaturita dopo la richiesta di indossare la mascherina.

Al centro della vicenda c’è Hermes Ferrari, famoso col soprannome di “sciamano italiano” sulla falsariga dello “sciamano” Jake Angeli che negli Stati Uniti aveva guidato l’assalto al Congresso.

Segnalato alle autorità giudiziarie dei carabinieri, adesso spetterà ai magistrati competenti decidere cosa ne sarà dell’ultima impresa dello “sciamano italiano”: ma chi è Hermes Ferrari e perché ha dato la testata all’uomo che gli ha chiesto di indossare la mascherina?

Chi è Hermes Ferrari, il “ristoratore sciamano”

Hermes Ferrari è proprietario di una pizzeria a Modena. È una figura particolarmente attiva nelle proteste contro le restrizioni anti-Covid e, non molto tempo fa, era stato già segnalato in una manifestazione a Montecitorio.

Lo “sciamano italiano”, la cui iconografia prevede che sia vestito e truccato da vichingo con la bandiera dell’Italia dipinta sul volto, è originario della Provincia di Reggio Emilia e, in particolare, di Arceto, una frazione del Comune di Scandiano.

Le proteste da ristoratore

La sua pizzeria a Modena era rimasta sempre aperta anche durante le prescrizioni restrittive anti-Covid dello scorso anno.

Come riporta il quotidiano Repubblica Bologna, i clienti della pizzeria di Hermes Ferrari sono sempre stati dichiaratamente liberi di non indossare i dispositivi di protezione individuale e di occupare interno ed esterno del locale senza misure anti-Covid.

Il passato e la condanna per aggressioni

In passato, lo «sciamano italiano» era stato già condannato per aggressioni. Nel 2012, infatti, era stato condannato per aver picchiato un vicino di casa poiché l’auto di quest’ultimo era parcheggiata male nel cortile.

Pochi mesi più tardi, poi, durante il mese di giugno dello stesso anno, Hermes Ferrari aveva picchiato per strada il console emerito della repubblica d’Albania, Angelo Santoro. Il motivo di questo pestaggio risiedeva - secondo lui - nel fatto che il console “camminava troppo lentamente sulle strisce pedonali”.

La cronaca nazionale e la ’ndrangheta

Non solo: nel 2018, lo “sciamano” era stato citato in giudizio dal collaboratore di giustizia del processo Aemelia, Antonio Valerio. In quell’occasione, si parlò anche di una probabile avvenuta cena con Matteo Salvini e con il deputato Fdi (ex Lega), Vici.

Durante le udienze del maxi processo Aemilia, durante il quale la ‘ndrangheta fu messa con le spalle al muro, il nome di Hermes Ferrari uscì in collegamento con attività illecite, truffe e “operazioni importanti”. Ad ogni modo, nel processo Hermes Ferrari non fu mai neppure indagato.

La cena con Salvini e Vici

Le vicende non finiscono qui. Infatti, in un memoriale scritto nel carcere di Rebibbia dallo stesso Antonio Valerio e presentato alla presidente del Tribunale di Reggio Emilia, Cristina Beretti, membro del collegio giudicante di Aemilia, compare ancora il nome di Hermes Ferrari.

In quest’occasione, si parla di una cena a Scandiano (le cui foto sarebbero state mostrate da Hermes Ferrari ad Antonio Valerio) con Matteo Salvini e Gian Luca Vinci. Questo episodio, messo in linea con tanti altri, ha riportato alla mente della stampa alcuni possibili collegamenti con gli episodi di protesta dello “sciamano” davanti a Montecitorio di qualche tempo fa.

Hermes Ferrari e il complottismo

La figura di Hermes Ferrari è spesso stata associata alla teoria del complotto che riguarda il Covid-19. Questa associazione è stata mossa non solo sulla base delle proteste dichiarate in merito alle restrizioni del Governo sulla pandemia, ma anche per le attività libere che sono possibili all’interno del locale a Modena.

In più, l’accostamento con Salvini, ha fatto pensare le testate giornalistiche che ci sia un avvicinamento a idee politiche di un determinato tipo. Per di più, esistono anche dei video a supporto di questa ipotesi.

Infatti, tra i tanti video che circolano nel mondo del web in merito alle attività del locale di Hermes Ferrari, si trova anche quello condiviso dal gruppo di Telegram sia dal canale complottista Libera espressione, in cui una persona dichiara che il Covid-19 non esiste e che bisogna tornare a essere persone normali.

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