Chi è Ciro Di Maio e cosa rischia per la detenzione di droghe

Luna Luciano

25 Agosto 2021 - 18:35

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Volto conosciuto della TV italiana, Ciro di Maio è stato arrestato per detenzione e spaccio di droga: la Gbl, sostanza nota come droga dello stupro. Ecco chi è e cosa rischia.

Chi è Ciro Di Maio e cosa rischia per la detenzione di droghe

Da noto conduttore televisivo alle accuse per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Sarebbe questa la parabola discendente della carriera di Ciro Di Maio che per anni è stato uno dei volti di punta del canale Marcopolo, dirigendo “Diari di viaggio”, il quale è stato arrestato il 25 agosto per detenzione e spaccio di droga.

Infatti un flacone di Gbl, ossia gamma-butirrolattone (la cosiddetta “droga dello stupro”), sarebbe arrivato dall’Olanda e intercettato all’aeroporto. Per questo motivo il PM di Milano, Leonardo Lesti, ha predisposto l’arresto del conduttore e attore Ciro Di Maio.

Questo avrebbe inizialmente dichiarato di essere estraneo ai fatti, salvo poi confessare di farne uso. Le accuse però sono ben più gravi perché vedono il 46enne napoletano coinvolto in spaccio e traffico di droga.

Chi è Ciro di Maio: da Carramba boy a Only Fans

Ciro di Maio, 46enne di origini napoletane, ha debuttato giovanissimo in TV a fianco di Raffaella Carrà. La cantante e showgirl italiana lo scelse per far parte del cast dei “boy” del suo programma televisivo “Carràmba! Che sorpresa”.

Il grande passo per la sua carriera avviene però dieci anni dopo, quando, poco più che trent’enne, diventa uno dei volti di punta del canale Marcopolo, dove è stato per anni il conduttore di “Diario Di Viaggio”, un programma dedicato a documentari e viaggi in trenta paesi diversi.

Da lì l’ascesa. Negli anni successivi si è poi diviso tra la conduzione e la recitazione: ha ricoperto diversi piccoli ruoli in fiction italiane come “Le tre rose di Eva 3”, “Un Medico In Famiglia 9” e “Un posto al sole”.

Di Maio ha poi partecipato a programmi anche di RAI Uno e Sky. Così scrive sul suo profilo, dove racconta anche di aver prodotto diversi prodotti televisivi: dai reportage e programmi rotocalchi in studio di cucina, moda, design, arte e fotografia, quest’ultima una sua passione che lo ha visto curare alcune mostre.

Ultima svolta è stata quella di aprire un profilo su Only Fans, piattaforma dove è possibile postare foto e video senza censure. La decisione sarebbe dipesa dalla possibilità di condividere contenuti sdoganati dalla censura di altre piattaforme.

Ciro di Maio: l’arresto per droga

Al suo ricco Curriculum Vitae, Ciro di Maio dovrà aggiungere anche l’arresto per possesso e spaccio di droga. L’arresto si inserisce in una più ampia e lunga indagine della Squadra mobile.

Durante il periodo del secondo lockdown, quindi mesi fa, era stata avviata un’indagine sulla diffusione in feste private di droghe, tra cui anche il Gbl con cui è stato trovato il presentatore.

La Polizia di frontiera aerea aveva individuato un pacco sospetto all’aeroporto di Fiumicino, così degli investigatori hanno seguito la consegna a Loreto. Il destinatario del pacco aveva lo pseudonimo “Mia Maio”: il pacco era diretto in realtà a casa del conduttore napoletano. Solo in un secondo momento avrebbe ammesso di fare uso di questa sostanza e successivamente sembra che in casa sia stata trovata altra quantità di Gbl, la “droga dello stupro”.

Il conduttore non è nuovo però alle Forze dell’Ordine: sembra che già mesi fa sia stato arrestato perché si sarebbe fatto inviare quattro litri di Gbl dalla Cina.

Il Gbl ossia il gamma-butirrolattone è una droga liquida e incolore che ha effetti simili ai barbiturici e può essere facilmente nascosta in acqua o in altre bevande. Questa droga, che Di Maio si è fatto spedire, viene venduta legalmente in Olanda.

Possesso e spaccio di droga: cosa rischia Ciro di Maio?

L’arresto di Ciro di Maio dovrà ora essere convalidato dal GIP che deciderà la misura cautelare da adottare nei confronti del VIP.

Di Maio non solo è accusato per possesso ma anche di spaccio e per questo, secondo l’articolo 73, rischia da 6 ai 20 anni di reclusione, nonché una multa dai 26.000 ai 260.000 euro. Sarà il Giudice delle Indagini Preliminari a stabilire la prossima mossa.

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