Cet1 delle banche italiane: la classifica 2017

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Cet1 delle banche italiane: la classifica 2017

La classifica aggiornata al 2017 dei Cet1 delle banche italiane, l’indicatore patrimoniale che mostra la solidità degli istituti bancari.

Per conoscere la solidità di una banca il CET1 è un elemento fondamentale: questo indice patrimoniale aiuta gli investitori e i risparmiatori nella valutazione degli istituti bancari.

Certi dell’aiuto del nostro lavoro, Money.it ha creato una classifica delle banche italiane quotate sull’indice Ftse Mib in base al valore del loro CET1 ratio (Common Equity Tier 1ratio) riferito nei bilanci d’esercizio del secondo trimestre 2017.

La classifica dei CET1 delle banche italiane

  1. FinecoBank 22,14%
  2. Mediolanum 21,9%
  3. Generali 17%
  4. Mediobanca 13,5%
  5. BPER 13,17%
  6. Intesa Sanpaolo 13%
  7. UniCredit 12,8%
  8. UBI 11,32%
  9. Banco Bpm 10,4%

Tra quelle quotate sull’indice principale di Borsa Italiana, FinecoBank è la banca con il migliore CET1 ratio al primo semestre 2017. In occasione della pubblicazione dei dati la banca ha riportato 282,7 milioni di euro di ricavi, per una crescita del 3,3% rispetto al primo semestre 2016.

Sul podio segue Mediolanum, che nel primo semestre 2017 ha registrato un utile netto consolidato in salita del 15% a 196,4 milioni di euro insieme ad una salita del 17% delle commissioni di gestione in scia dell’aumento delle masse di capitale gestite.

Medaglia di bronzo per Generali nella classifica dei CET1 delle banche italiane nel 2017: nel primo semestre ha registrato un bilancio da record, in cui l’utile netto è salito del 61% a 108,1 milioni di euro.

Ricordiamo che il Common Equity Tier 1, da solo, non può riferire in modo integrale sulla solidità patrimoniale di una banca - è necessario inserire il suo valore percentuale in un contesto valutativo più ampio.

Come interpretare il CET1 ratio

L’acronimo CET1 ratio sta in realtà per Common Tier Equity 1 ratio ed è il maggiore indice di solidità di una banca. Questo rapporto, espresso in percentuale, viene calcolato rapportando il capitale ordinario versato (Tier 1) con le attività ponderate per il rischio.

In sostanza, questo indicatore ci dice con quali risorse l’istituto oggetto di valutazione riesce a garantire i prestiti concessi ai clienti ed i rischi rappresentati dai crediti deteriorati.

Il suo valore viene riferito all’interno dei bilanci d’esercizio che le società quotate su Borsa Italiana pubblicano a livello trimestrale.

La BCE ha stabilito che tale indice non può essere inferiore all’8% in tutti gli Stati dell’Eurozona, pena il commissariamento della banca manchevole. Ad ogni Paese membro dell’UE è stato assegnato un CET1 ratio minimo per i propri istituti e all’Italia è stato designato un 10,5% in linea generale. Si parla di linea generale poiché, tramite il meccanismo unico di vigilanza, si decide di volta in volta il target di CET1 per ogni istituto di credito.

A dicembre 2016 la BCE ha aggiornato i livelli minimi del CET 1 ratio per le banche italiane da raggiungere nel 2017, significatamene inferiori rispetto ai valori già posseduti. Dato che la soglia è minima, più è alto il CET 1 più una banca può definirsi solida.

Per Intesa Sanpaolo è del 7,25%, il limite imposto dalla BCE ad UniCredit è dell’8,75%, per UBI dell’11,68%, per BPER del 7,25%.

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