Con gli Stati Uniti, la zona euro, e le altre grandi economie costrette ad una battaglia epica contro il debito, vediamo come Brasile, Russia, India e Cina (conosciuti collettivamente come i paesi del BRIC o «The Big Four») si stanno comportando.
Gli analisti prevedono che questi paesi, «i magnifici quattro» si trasformeranno nei protagonisti dell’economia mondiale, diventando, insieme, il più grande fornitore di materie prime e di beni industriali.
Ma come tutte le altre economie, il gruppo BRIC non è privo di problemi. Come stanno rispondendo le banche centrali del BRIC alle loro sfide? Diamo uno sguardo a ciascuna di esse.
Banca Popolare di Cina
L’inflazione causata dalla rapida espansione dell’economia cinese ha indotto a movimenti al rialzo dei tassi da parte della PBOC, nel tentativo di domare l’aumento dei prezzi. La banca ha già sollevato il suo coefficiente di riserva obbligatorio (RRR) per le banche sei volte e ha innalzato i tassi di interesse tre volte solo quest’anno.
Come se non bastasse, ci sono voci che la PBOC stia diventando maggiormente «creativa» nella sua politica monetaria. La banca centrale starebbe acquistando titoli di stato sul mercato aperto per attenuare l’inflazione.
Oggi molti credono che l’atteggiamento aggressivo della banca verso l’inflazione si starebbe già facendo sentire sulla crescita economica. Hanno sottolineato che l’economia cinese è cresciuta ad un tasso più lento del 9,5% nel 2 ° trimestre 2011 rispetto al 9,7% registrato l’anno precedente.
Banca Centrale dell’India
Sembra che i cinesi non siano gli unici a a tracciare un solco per scongiurare l’inflazione! La Reserve Bank of India (RBI) ha alzato i tassi di interesse di 50 punti base Martedì, fissando il tasso di liquidità ufficiale all’ 8%.
Il governatore della RBI ( Reserve Bank of India) Duvvuri Subbarao ha annunciato una revisione al rialzo -dal 6% al 7 % - delle previsioni di inflazione della banca, per l’esercizio che si concluderà a marzo del 2012.
Banca Centrale del Brasile
Nel frattempo, in Sud America, i banchieri centrali sono sempre alle prese con il real brasiliano. All’inizio di questa settimana la Banca Centrale del Brasile ha acquistato dollari (al volo) in un’asta dopo che la valuta nazionale ha raggiunto il suo massimo in 12 anni rispetto al biglietto verde.
I traders valutari stanno accumulando reals, mentre la banca centrale, in una frenetica manovra di rialzi, ha aumentato i tassi per la quinta volta consecutiva la scorsa settimana, al 12,5%. L’inflazione è salita al 6,75% a metà luglio.
Anche se la banca centrale ha fatto capire che avrebbe presto (di)smesso questa pazza corsa al rialzo, molti analisiti rimangono scettici sull’efficacia di tali sforzi da parte della banca e sul fatto che siano sufficienti ad abbattere l’inflazione all’ obiettivo del 4,5%. In realtà, gli analisti hanno anche rivisto al rialzo le loro previsioni per i prezzi al consumo portandoli al 5,28% - per l’anno prossimo - dopo una precedente stima del 5,20%, solo un paio di settimane fa.
Banca Centrale di Russia
Lo scorso 27 giugno la banca centrale (CBR) ha deciso di mantenere i tassi di interesse al 3,5%, mentre i tassi di rifinanziamento sono stati lasciati invariato all’ 8,25%. La CBR festeggiava il tasso di inflazione della Russia, sceso al 9,4% nel mese di giugno dal precedente 9.6% in maggio.
I banchieri centrali sono anche ottimisti sulla questione del soffittodel debito degli Stati Uniti.
Naturalmente, lo sono, essendo la Russia il terzo Paese per quantità di riserve in valuta estera e che scambia quasi tutti i suoi prodotti in dollari. Non hanno altra scelta che essere ottimisti. Ma la Russia è anche uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo.
Testo tradotto da: Nadia Fusar Poli per forexinfo.it
Fonte: babypips.com